Il nuovo “dover essere” dell’antropologia politica

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Antropologia politica – Il nostro centro di gravità è spostato verso un’economia del “dover essere’’ che lascia posto soltanto a una naturalizzazione del desiderio votato sia al dovere, sia al funzionamento macchinino all’immaginario della rimozione e della liberazione. E come scriveva Jean Baudrillard: “Hai un’anima e devi salvare”.

“Hai un sesso e devi farne buon uso”. “Hai un inconscio e bisogna che questo parli”. E poi, “Hai un corpo e bisogna goderne”. “Hai una libido bisogna spenderla”. Lo stato l’etica, le strutture e le funzioni sociali, ma anche possiamo dire il senso della quotidianità della vita, tutto sottomessa al dover-essere. Il proposito di Courderoy oggi non esiste.

“Io aspiro dirà Courderoy,  ad essere me stesso, a camminare senza ostacoli, ed affermarmi solo nella mia libertà. Che ciascuno faccia come me. Non dovete più tormentarvi, allora, per la salvezza della rivoluzione; essa si troverà meglio nelle mani di tutti che in quelle dei partiti. Cioè nessuno s’accresce liberamente senza diffondere la libertà nel mondo.”

Dover essere

I moralisti regnano su un deposito di banalità che proviene dal dovere essere, ma è tanto viva in loro la premura di dissimularlo che vi erigono attorno un vero e proprio palazzo di stucco e di speculazione.

Un palazzo, – il palazzo di dover essere – ideale custodisce e imprigiona l’esperienza vissuta. Non un gesto, non un pensiero che non s’impigli oggi nella dittatura di dovere essere, cioè  nella rete delle idee preconcette.

Max Weber, ha definito la logica del “dover-essere”. L’Antichità viveva nella comunione dell’Essere, la modernità nascente si è richiamata al “dover-essere”. In parole povere: il mondo deve divenire qualcos’altro da ciò che è stato fino ad ora. Deve essere trasformato per diventare più “giusto”. L’Antichità viveva nella comunione dell’Essere, la modernità nascente si è richiamata al “dover-essere”.

In parole povere: il mondo deve divenire qualcos’altro da ciò che è stato fino ad ora. Deve essere trasformato per diventare più “giusto”. (vede: Centro Studi Opifice: Testo con titolo  Ordine Morale) Deve essere ricostruito secondo un progetto derivato da una credenza antica o dalla ragione moderna.

Il piacere frutto proibito

Secondo “dover-essere” i sensi corporei sono feritoie per l’infiltrarsi del male, scintilla per accendere l’istinto bestiale. Il piacere frutto proibito che spinge ruffianamente alla morte, a interminabili supplizi di raccapricciante ispirazione. Unica possibilità del poter – essere di salvare, la sottomissione incondizionata ai meccanismi autoritari.

La giustizia e il diritto non definiscono più un rapporto di equità tra le persone, ma esprimono essi stessi un dover-essere. Tutto il “sociale” è stato nel contempo reinterpretato alla luce di questo “dover-essere”, che non tiene conto della natura delle cose e degli “esseri”. Come ha affermato John Gray dopo molti altri, a cominciare da Karl Löwith, i Lumi si limitano a riciclare la credenza secondo cui la storia è la ricetta della salvezza dell’umanità.

Una stretta somiglianza con il marxismo

Gray mostra che tale credenza si ritrova allo stesso modo nel comunismo staliniano come nel neoconservatorismo americano, che crede si possa giungere alla società perfetta «e dare libero sfogo alla magia del mercato»: «a dispetto delle sue pretese di razionalità scientifica, il neoliberalismo ha le sue radici in un’interpretazione teologica della storia, dotata di verso e fine predeterminati; sotto questo aspetto ma anche da diversi altri punti di vista, esso presenta una stretta somiglianza con il marxismo». (Vede: Ordine Morale Centro Studi Opifice).

La filosofia dei Lumi (questo succede fino a oggi) accelera la discesa verso il concreto ( e il concreto è  il dover essere) nella misura in cui il concerto è in qualche modo portato al potere con la borghesia rivoluzionaria. Cosi dalle rovine di Dio, l’uomo cade nelle rovine della sua realtà.

I risultati del dover essere danno oggi i segni della più totale indifferenza.  Nell’Unione, 78 milioni di persone (il 16% della popolazione e il 19% dei bambini) sono attualmente esposti al rischio di povertà , ovvero vivono, sulla base della definizione concordata a livello Ue, con un reddito inferiore al 60% del reddito medio familiare registrato nel loro Paese. In ogni caso nel 2004 (ultime cifre disponibili), circa 23,5 milioni di cittadini si trovavano a dover tirare avanti con meno di 10 euro al giorno.

Ue

Da quando l’Ue ha avviato, nel 2000, il suo metodo di coordinamento delle politiche nazionali, tutti i 27 Stati membri hanno sviluppato piani d’azione nazionali pluriennali; prima del 2000 soltanto tre di essi avevano attivato strategie del genere: l’Ue incoraggia standard elevati, basati su obiettivi fissati di comune accordo, mentre ciascun Paese può attuare politiche adattate al contesto nazionale.

Nel’2021 con l’epidemia la povertà è grande. Un sondaggio globale svolto da Oxfam tra 295 economisti in 79 paesi – tra cui Jeffrey Sachs, Jayati Ghosh e Gabriel Zucman – rafforza tali previsioni, con l’87% degli intervistati che si aspetta “un aumento” o “un significativo aumento” della disuguaglianza di reddito nel proprio paese, a causa della pandemia.

Diventare altrettanto insensibile e quindi altrettanto insensibile e quindi altrettanto maneggevole di un mattone. Tutto il dovere essere fondato sul valore mercantile, l’utile dilettevole, cosi l’onore del lavoro, i desideri misurati, la sopravvivenza e al loro opposto, il valore del potere essere non esiste. Esiste solo come brutalità istintiva, come morte.

 

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