Il metodo Juventus-Paratici: Agnelli consapevole

Una vera e propria bufera si è abbattuta sulla Juventus. Con la Guardia di Finanza che ha fatto irruzione nella sede di Corso Galileo Ferraris. Sotto inchiesta sono finiti il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved e l’ex dirigente Fabio Paratici (oggi al Tottenham), più altri tre dirigenti bianconeri.

L’accusa è di falso in bilancio e false fatturazioni, con la Gdf che ha acquisito documenti nella sede della Juve: si tratterebbe di movimenti per circa 50 milioni di euro. “L’analisi delle singole transazioni ha consentito di evidenziare la ricorrenza di manifesti profili di anomalia”, secondo quanto riporta l’Adnkronos nell’ambito dell’inchiesta ‘Prisma’.

Gli inquirenti si sono avvalsi di numerose intercettazioni telefoniche, dalle quali si è ricavato che negli ambienti della Juventus era chiaro che le difficoltà non derivassero soltanto dall’emergenza sanitaria. In una conversazione si sente dire “sì ma non era solo il Covid e questo lo sappiamo bene, la m… che è sotto non si può dire…”. Il club bianconero è stato anche definito una “macchina ingolfata”.

Operazioni a “specchio”

Secondo i magistrati si tratterebbe nella maggior parte dei casi di operazioni cosiddette a specchio, poste in essere anche nei confronti di controparti ricorrenti mediante uno scambio contestuale di calciatori. A fronte di una o più cessioni sono state disposte una o più acquisizioni. Ottenendo così operazioni a somma zero tra le parti. Con conseguente assenza di movimento finanziario e presenza di un duplice effetto positivo sui bilanci della cedente e della cessionaria.

La Juventus, ad esempio, ha portato a compimento una doppia operazione, in entrata e uscita, con l’Olympique Marsiglia con l’acquisto del ventenne Marley Aké per 8 milioni di euro, in cambio della cessione, alla stessa cifra, di Franco Tongya, 19enne del vivaio bianconero. Non solo, dato che anche numerose operazioni di calciomercato riguardanti giovani calciatori sono finite nel mirino con valutazioni gonfiate, esagerate e con acquisti o cessioni formalizzati a scadenza contrattuale.

La gestione Paratici

Secondo quanto riportato da Lapresse i vertici della Juventus, e in primis il presidente del club Andrea Agnelli, “appaiono ben consapevoli della pianificazione preventiva delle plusvalenze”. Questo è quanto emerso dal decreto di perquisizioni emesso dalla procura di Torino nei confronti del club bianconero.

Sarebbero inoltre “emersi, in più casi, riferimenti alla ‘gestione Paratici. Soggetto posto al vertice dell’area sportiva fino al giugno 2021, ed artefice della pianificazione preventiva delle plusvalenze. Per quanto emerso dalle attività di ascolto, i vertici del Cda della società bianconera, in primis il presidente Agnelli, appaiono, di fatto, ben consapevoli della condotta attuata dall’ex manager bianconero e delle conseguenze estremamente negative sotto il profilo finanziario non certo derivanti solo dal contesto pandemico in atto”.

Intercettazioni choc

Iniziano a trapelare le prime indiscrezioni relativamente alle intercettazioni telefoniche raccolte dai pm che indagano. Alla Guardia di Finanza, ad esempio, è stato affidato l’incarico di cercare una “carta famosa che non deve esistere teoricamente”. Questo quanto appreso dall’Ansa relativamente ad una scrittura privata relativa ai rapporti economici tra il club e Cristiano Ronaldo.

Esisterebbe inoltre un’altra scrittura, redatta in forma privata, che attesterebbe l’esistenza di un “obbligo non federale” a carico dell’Atalanta nell’ambito della doppia operazione che ha riguardato Merih Demiral e Christian Romero (oggi al Tottenham).

In una delle tante intercettazioni nelle mani degli inquirenti è spuntata una frase che non lascerebbe spazio ad alcuna interpretazione: “Hanno chiesto di fa’ le plusvalenze […] che almeno Fabio (chiaro riferimento all’ex dirigente Paratici; ndr), dovevi fa’ le plusvalenze e facevi le plusvalenze”.

 

Fonte: Marco Gentile ilgiornale.it

 

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