Il giorno della memoria tradita

liberazione

Il giorno della memoria tradita

Il rito della memoria del 27 Gennaio, si sta per consumare con tutto il suo carico di ipocrisia  proveniente da chi quella memoria l’ha tradita e non è degno di portarne il fardello.

La novità è che qualcuno domani manifesterà e scenderà in piazza non tanto contro l’antisemitismo ma per equiparare i sei milioni di ebrei sterminati nei campi di concentramento nazisti ai morti di Gaza, come se le due cose fossero sovrapponibili

Questo delirio ignorante della storia e intriso di malafede testimonia chiaramente come il propalestinismo sia ormai divenuto (o sia sempre stato?)  semplicemente un fanatismo ideologico dai tratti settari. E di fronte a simili idiote manifestazioni che ci apprestiamo a vedere domani, colpisce ancora una volta il silenzio della sinistra istituzionale che, in queste settimane, non riesce nemmeno a fare proprio il DDL Del Rio.

Una vera e propria faida  politica tra chi e’ sempre più schiacciato su posizioni estremiste da centri sociali e un’ala diversa e responsabile, ma sempre più emarginata si consuma imperterrita alle spalle di una Storia pelosamente commemorata ma quotidianamente tradita

Di contro si levano le voci coraggiose di alcune comunità ebraiche che hanno finalmente aperto gli occhi segando quel legame con una parte politica, che dopo il 7 Ottobre, è divenuto perverso.

Prima Walker Megnaghi e poi Victor Fadlun hanno capito con chi hanno a che fare e ne hanno preso le distanze.

Finalmente hanno trovato il coraggio di dire basta a questa gente. Che questi ipocriti non sono graditi alle commemorazioni del 27 Gennaio

Non c’è posto per i falsari della memoria che pensano di lavarsi la coscienza con qualche parola di circostanza.

Oggi più che mai, invece, proprio a causa di quella ipocrisia sbandierata con arrogante orgoglio, la memoria va difesa e va onorata con uno sguardo rivolto al presente e al futuro perché il mondo in cui ci stanno proiettando questi ignavi è pericolosamente vicino a quello del ’38.

La scusa dei palestinesi utilizzata per mascherare il proprio antisemitismo non riesce a occultare né la malafede né l’ignoranza storica che alimenta queste narrazioni

Narrazioni deliranti eppure molto diffuse e pericolose.

Perciò bisogna essere ben consapevoli di quale sia il rischio attuale non solo per gli ebrei ma anche per chi difende gli ebrei oggi.

Non sono tempi facili: compaiono liste di proscrizione, si moltiplicano voci scalmanate che si dicono stanche di celebrare la Memoria ,di chi giunge a celebrare Hitler rimpiangendo che “non abbia finito il lavoro”;  i toni si alzano e le minacce volano e si rendono sempre più esplicite.

Questo è lo schifo umano con il quale abbiamo a che fare.

Ma al contempo chi ancora rimane ancorato alla ragione e alla storia, chi ancora mantiene saldo il raziocinio deve essere orgoglioso di difendere quella memoria, che non può né deve essere regalata a chi non la merita.

E mentre un nuovo nazifascismo sta imperversando nascosto dalla bandierina palestinese esposta persino nei palazzi istituzionali, noi siamo chiamati ancor più a difendere quella memoria e a farne tesoro .

Se ieri tanti tacquero rendendosi complici dei nazisti, oggi – è bene che si sappia – c’è gente che zitta non starà e che combatterà perché quell’orrore non si verifichi mai più

Perché come diceva Primi Levi, “se è accaduto può accadere ancora” e oggi ce ne stiamo tragicamente rendendo conto.

Leggi anche:
Exit mobile version