Il crollo demografico e la questione dell’aborto,la battaglia politica e culturale per il futuro della nazione

Demografia

Il crollo demografico e la questione dell’aborto,la battaglia politica e culturale per il futuro della nazione

“Il contesto in cui va inserito l’aborto è quello appunto ecologico: è la tragedia demografica, che, in un orizzonte ecologico, si presenta la più grave minaccia di sopravvivenza dell’umanità.”.

Così scriveva Pier Paolo Pasolini tra le pagine del Corriere della Sera nei suoi “Scritti corsari” in piena campagna referendaria sul tema aborto, che poi porterà la 194/78 a diventare non solo una legge che grida vendetta al cospetto di Dio, ma una prassi assimilata psicologicamente e antropologicamente

Perché oggi l’aborto rientra in un controllo collettivo che avviene attraverso il tentativo di inculcare alla gente i nuovi dogmi: l’esaltazione del cosmopolitismo, l’esasperazione dell’esterofilia, l’annichilimento delle radici e delle identità, il pacifismo, il superamento dei generi sessuali, la devastazione del tessuto sociale e dell’istituto familiare, l’antifascismo, l’eutanasia, il finto ambientalismo mainstream, l’immigrazionismo come dogma, il materialismo militante, il femminismo radicale e, infine, l’aborto.

Un meccanismo totale, pervasivo, violento e disumano: l’imposizione coatta di una nuova narrazione, di un nuovo modo di vivere e di pensare, di una nuova era per l’intera (dis)umanità

Futuro Nazionale ha il merito di aver messo al centro del dibattito politico e mediatico questo tema che ormai sembrava esser confinato alla mera coscienza dell’individuo e non dell’opinione pubblica.

Quei milioni di embrioni uccisi in nome de “il corpo è mio e ne faccio ciò che voglio” grazie alle 194/78, oggi potevano essere persone

Perché tutti siamo stati embrioni, feti, bambini, adolescenti, uomini e donne, anziani e anziane: sul piano naturale l’essere diviene ma la sostanza permane, mentre cambiano gli accidenti e si attualizzano progressivamente le sue potenze (il bambino ragiona diversamente da quando sarà adulto e via dicendo).

La sua essenza è sempre la natura umana, cioè la natura razionale, anche se nell’embrione le facoltà razionali non sono ancora attuate.

Essere razionale non significa quindi esercitare già la ragione: una cosa è la natura, altra cosa è l’attualizzazione delle sue facoltà

In un recente studio, l’Istat ha analizzato gli aborti volontari avvenuti in Italia tra il 1990 ed il 2020: sfioriamo i 4 milioni di persone mai nate in nome di inesistenti diritti. Senza considerare gli anni precedenti al 1990 e i successivi al 2020.

Nello stesso periodo sono stati analizzati gli aborti nelle principali potenze UE: Spagna, Germania e Francia. Il totale con l’aggiunta dell’Italia è di quasi 20 milioni di aborti. E stiamo contando un determinato periodo e quattro paesi.

Nel 2022 dichiarai, in Consiglio Comunale, che “…Il crollo demografico è anche colpa della legge sull’aborto e delle politiche della sinistra che mirano alla distruzione della vita”. Provocai una reazione che potete immaginare, con le solite frasi trite e ritrite ripetute a pappagallo da ormai 50 anni a questa parte

Nel mentre ho fatto anche un libro che riguarda il calo demografico, e tratto anche del tema aborto: un libro che ha riscosso un successo istituzionale che mi ha portato ad essere intervistato non solo su quotidiani nazionali, ma a presentarlo anche in diversi comuni con tanto di patrocinio fino ad arrivare alla Regione Toscana.

Questo per dire che è ora di affrontare certe tematiche con sano realismo e non con l’isteria ideologica tipica di chi ha una intelligenza morta perché incapace di ragionare se non con ideologie che nulla c’entrano con la realtà

E di questo, finalmente, ne va dato atto a Roberto Vannacci che ha voluto inserire questa tema nero su bianco nel suo programma politico: sta a noi, con coraggio, raziocinio e formazione, portare avanti questa sacrosanta battaglia. Ne vale del nostro futuro

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