Il Colosseo verrà demolito. Via finalmente un vergognoso simbolo razzista

COLOSSEO

Nel Colosseo black lives don’t matter, contavano zero. Di solito finivano come polli allo spiedo. I gladiatori, muniti del gladio, e quindi chiaramente protofascisti inconsapevoli bisognosi di essere rieducati, difficilmente erano romani.

I galeotti e i prigionieri di guerra, particolarmente agguerriti per essere sopravvissuti ad anni di lotte e di sofferenze, erano molto ricercati. Molto spesso erano originari di terre lontane, Numidia (Africa nord occidentale) su tutte. Tra l’altro si proponevano volentieri, in modo da poter progredire in questa carriera.

Un sistema classista tenuto in piedi dagli imperialisti romani.

E’ dall’80 Avanti Cristo che sto rudere senza porte occupa il centro di Roma. Siamo onesti, è ora di asfaltarlo. Non è accettabile che comitive di afroamericani vadano ancora oggi a visitarlo ingrassando le casse degli epigoni dei loro carnefici.

Al posto del più grande anfiteatro del mondo si potrebbe costruire un poli agglomerato umano black friendly. Il basket e rap daranno nuova vita ad una struttura inutile e fatiscente.

Bye bye Colosseo.

 

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Il Colosseo, originariamente conosciuto come Amphitheatrum Flavium – Anfiteatro Flavio – o semplicemente come Amphitheatrum, situato nel centro della città di Roma, è il più grande anfiteatro del mondo. In grado di contenere un numero di spettatori stimato tra 50.000 e 87.000 unità, è il più importante anfiteatro romano, nonché il più imponente monumento dell’antica Roma che sia giunto fino a noi. Conosciuto in tutto il mondo come simbolo della città di Roma e uno dei simboli d’Italia. Inserito nel 1980 nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO.

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