IL “CARTELLO” IRAN
C’è da ringraziare Sanaz Partow che ha chiarito un aspetto della dittatura iraniana ignoto (o ignorato) alla comunicazione ufficiale, di destra e di sinistra.
L’inchiesta Reuter del 2013 aveva già stimato in almeno 95 miliardi di $ il patrimonio di Setad, la società creata dal precedente satrapo Khomeini per amministrare i beni confiscati dalla rivoluzione islamica, con l’intento dichiarato di utilizzarne gli utili a scopi sociali e caritatevoli.
Invece i proventi di Setad hanno preso la strada dei conti bancari dei Khamenei (padre e figli) in Venezuela, Emirati Arabi Uniti, Siria, Francia, Gran Bretagna e molti Stati dell’Africa, e Setad ha allargato il proprio “oggetto sociale” al commercio di droga, armi, petrolio, prodotti farmaceutici
Oggi la stima del patrimonio di Setad e quindi dei Khamenei viaggia fra un minimo di 100 e un massimo di 200 miliardi di $: dicesi dollari USA, la moneta del “satana” americano che diventa lecita e salvifica se di proprietà dei Khamenei: basta un cenno dell’ayatollah per santificarla.
Le condivisibili conclusioni di Partow indicano che l’Iran non è uno Stato nel senso istituzionale “classico”, è un ”cartello” che utilizza la “forma Stato” per accumulare ricchezza privata, finanziare il terrorismo, sottomettere gli infedeli con ogni mezzo, allargare il suo potere di vita e di morte.
Dentro l’Iran: migliaia di giovani assassinati, con accanimento contro le donne, in sintonia con la misogenia coranica, pulizia etnica nel Kurdistan (insieme al turpe Erdogan), impoverimento del Paese, assenza di limiti etici.
Fuori dall’Iran le “missioni” – formalizzate da pubbliche dichiarazioni governative, non da chiacchiere informali -: la cancellazione di Israele, il sostegno vitale ai terroristi di Hamas e di Hezbollah che hanno ridotto Gaza e il Libano a satelliti affamati dell’Iran, la persecuzione dei cristiani in Africa, gli attentati terroristici ovunque e con ogni mezzo.
Il “cartello” si vale della collusione della Cina (il maggior partner non solo economico ma soprattutto strategico nella finalità di destabilizzare l’Occidente), della collaborazione militare con la Russia, della sponda che offre il turpe Erdogan, ma soprattutto della
“quinta colonna” interna ai nostri Paesi col supporto della alleanza politica della sinistra:
quella esplicita dei Centri sociali, dei manifestanti pro Hamas, degli sparuti gruppi dei “fascisti di sinistra” che occupano le università, dei sindacati politicizzati, dei contenitori come l’ANPI che celebra la definitiva sconfitta del fascismo per opera degli eroici compagni per poi gridare alla emergenza fascista.
Le “missioni” mettono in campo l’esercito degli immigrati regolari, irregolari, di prima o seconda generazione, l’opposizione della sinistra (politica, giudiziaria, comunicativa, addirittura culturale) contraria alla remigrazione (indebolisce la “quinta colonna”) e alla applicazione delle sanzioni penali a immigrati (e rom) – invece severamente comminate ai concittadini italiani – con le incomprensibili sentenze che rimettono in libertà matti conclamati e violenti, spacciatori, ladri, rapinatori, stupratori, con l’occupazione di interi quartieri delle nostre città e l’imposizione dei loro stili di vita agli italiani residui, con i limiti all’accesso ad aree pubbliche occupate dai suk della droga, minimizzando il tasso di delinquenza extracomunitaria (non più “micro”) che ormai supera il 70% dei reati
Ma c’è un aspetto culturale poco rilevato: le donne islamiche non possono essere neanche guardate dagli occidentali, chiuse in casa, in giro solo col marito o dentro ai fagotti che le nascondono (fin da piccole) agli occhi dei diavoli occidentali.
Le donne occidentali scoperte, disinvolte, libere, per gli islamici (dico islamici e non islamisti) sono “puttane”, quindi disponibili all’amplesso a semplice richiesta e il loro rifiuto è quasi sempre pagato con aggressioni qualche volta anche mortali.
Si aggiunge il mistero di dove vanno a finire le donne della immigrazione clandestina (quasi un milione nel corso degli anni), tranne quelle che “lavorano” sul marciapiede costituendo oltre il 60% delle 100.000 prostitute che offrono i propri servizi in Italia
Duole osservare la miopia politica e storica del ”campo largo”: i voti degli immigrati in cambio di tolleranza e incentivazione del loro potere in Italia.
E’ al di là della mia pur modesta capacità di capire: basterebbe vedere che fine hanno fatto i partiti della sinistra iraniana per comprendere il pericolo che incombe anche sui compaesani che si accontentano di un voto provvisorio e in cambio consegnano le chiavi di casa a chi, appena entrato, li caccia e se non se ne vanno gli taglia la gola o li impicca in nome di Allah.
Sono convinto che uno dei motivi della polarizzazione in corso, quella che prosciuga il consenso del centro e sposta i voti sulle ali estreme, sia questa emergenza epocale: si tratta del tentativo di sostituire stili e regole di vita, di sostituire il modello delle liberal o social democrazie occidentali a radice ebraico cristiana con la sharia islamica valendosi del sostegno della “quinta colonna” interna ai sistemi democratici, Italia compresa.
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