Gli italiani cosa pensano della situazione ucraina

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Il fatto Quotidiano ha pubblicato un interessante sondaggio in merito alla politica del governo Draghi riguardo la situazione in Ucraina, realizzato da IZI. Le risposte degli elettori sono state suddivise in base all’appartenenza politica degli intervistati. Elettori di centro-destra, di centro-sinistra e pentastellati.

Risultato: gli italiani non vogliono partecipare direttamente al conflitto né subire il costo delle sanzioni. Quello che pensa il parlamento è una cosa, quello che pensa il paese è un’altra. E ciò non stupisce nessuno, né rappresenta un elemento di novità.

Ciò che risulta interessante di questo sondaggio, sta in alcune delle risposte alle domande. Che fanno capire quanto sia trasversale l’impopolarità del conflitto. Paradossalmente è ancora più restio l’elettorato del centrodestra verso l’intervento.

Per la maggior parte degli italiani la Russia ha una responsabilità, ma non si trova la maggioranza assoluta nel condannarla pienamente né da parte degli elettori di centro-destra né da parte dei pentastellati. La stragrande maggioranza degli italiani è contraria all’innalzamento degli investimenti sulla difesa.

L’elemento che fa riflettere è che, paradossalmente, l’elettorato di centro-destra, tradizionalmente più sensibile al tema, è chiaramente ostile insieme ai pentastellati ed al centrosinistra.Le differenze nelle risposte sono sfumature, ma la contrarietà è stabilmente maggioritaria per gli elettori di tutti e tre gli schieramenti.

La volontà di non impegnarsi tipica italiana

Quando poi si arriva a parlare dei rincari ed a chiedere sacrifici per sostenere l’Ucraina, variano le percentuali ma la scarsa volontà generale di non impegnarsi a riguardo è praticamente intorno all’ 80%. Per gli elettori in tutti e tre gli schieramenti la difesa ad ogni costo dell’autodeterminazione Ucraina è minoritaria di netto.
Si è disposti ad un certo impegno solo se sostenibile.

Sulla fornitura di armamenti poi, le percentuali di consenso sono imbarazzanti: sarebbero a favore soltanto lo 0, 6% degli elettori di sinistra, il 4,20% di quelli di centro-destra e l’1,40% di quelli pentastellati.

La fetta più ampia di ogni elettorato punta sulla via diplomatica, relegando a minoritario anche il consenso verso le sanzioni.

Gli italiani di un impegno diretto non ne vogliono sapere, non ne vogliono neanche parlare. Il sondaggio è emblematico, ed abbastanza attendibile di una popolazione che teme di avere troppo da perdere.

Che non se la sente, visti i due anni di pandemia e la crisi economica di sopportare nuovi rincari dei prezzi e soprattutto radicalmente contraria a qualunque opzione militare.

 

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