Furia iconoclasta: urge una controrivoluzione culturale!

Furia iconoclasta

In Italia, la furia iconoclasta sembrerebbe non arrestarsi più. Questa volta è toccato al monumento situato in Piazza della Vittoria a Cosenza, progettato dall’architetto di Palmi Nino Bagalà e scolpita dallo scultore Clemente Spampinato. Realizzata tra il 1935 e il 1936 e ufficialmente inaugurata il 24 maggio del 1936 alla presenza del Principe Umberto di Savoia, l’opera riporta i nomi dei caduti per la Patria. “Fanculo il patriottismo fascista” hanno scritto i vandali con la bomboletta spray di colore rosso. Come “rosso” sarà l’odio che probabilmente avrà spinto i novelli “rivoluzionari”, seguaci dell’americanissimo “Black Lives Matter”, a compiere il vile gesto.

Nella foto: Il Monumento durante un raduno degli Alpini.

I casi di Bergamo, Torino e Nantes

Il caso di Cosenza, purtroppo, non è il solo. Qualche settimana fa a Bergamo è stato danneggiato il monumento della Brigata Folgore. A Torino nel mese di giugno, dopo il sit-in antirazzista, furono imbrattati muri e statue di Palazzo Civico. Senza voler dimenticare tutti gli altri gravissimi episodi, in ultimo non possiamo sorvolare sul recentissimo incendio – probabilmente di origine dolosa – che ha colpito, sabato 18 luglio 2020, la Cattedrale di Nantes in Francia. Il rogo, non il primo in terra transalpina, sancisce l’ennesimo duro colpo ai simboli della Civiltà Cristiana ed Europea.

La controrivoluzione culturale

Il cosiddetto mondo occidentale, in nome del progresso, abbatte statue, imbratta monumenti e mette al rogo le chiese. La furia iconoclasta rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale di matrice nichilista avente il preciso scopo riscrivere la storia.  È in atto una guerra ideologica e politica volta ad abbattere ogni simbolo del passato con l’intento di instaurarne dei nuovi e più confacenti al pensiero dominante. Pertanto, denunciare con forza – attraverso le armi della cultura alternativa e del pensiero impertinente – la deriva iconoclasta e nichilista significherà mettere in piedi una nuova “controrivoluzione culturale” con l’obiettivo primario di salvaguardare i nostri simboli, la nostra storia e la nostra tradizione.

 

 

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