Frau Ursula si sveglia troppo tardi
Finalmente Frau Ursula von der Leyen si è svegliata dal suo favoloso mondo di Amélie, quell’utopia assoluta in cui l’Europa è stata relegata ai margini del mondo. Nel discorso agli ambasciatori UE del 9 marzo 2026, ammette che “il vecchio ordine mondiale non tornerà”, riconoscendo l’implosione di un sistema che ha custodito invano. Ma è un risveglio tardivo: l’egoismo degli Stati ha sempre prevalso su un serio processo di integrazione politica, lasciando l’Unione come un gigante economico con piedi d’argilla.L’Europa Morta e Ursula con EssaOra von der Leyen spera di resuscitare un cadavere, ma no: l’Europa così com’è deve finire, e con essa Ursula. La sua testa è il prezzo necessario per far rinascere un continente su basi federali vere, con interessi comuni condivisi. Servono istituzioni europee democraticamente elette – non più organismi cooptati – che gestiscano difesa, politica estera e una seria politica monetaria. Gli Stati, che sono la vita pulsante dell’Europa, devono difendere le loro competenze, ma delegare all’UE ciò che sanno fare meno: grandi strategie globali.Il Riarmo Tedesco, non EuropeoPensiamo al grande riarmo tedesco in corso: non è l’esercito comune dell’Europa, ma la Germania che riavvia la sua industria pesante sugli armamenti. Berlino vuole tornare protagonista in un mondo che cambia, recuperando quel peso politico che l’UE morente non le ha mai dato. Il canto del cigno di Ursula – e del suo “nuovo mondo” – è l’ammissione di un fallimento epocale: senza federazione autentica, l’Europa è spacciata. È ora di cambiare, o soccombere.
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