Francesco ed il sangue di Daria

Papa Francesco giustamente condanna l'omicidio di Daria Dugina

Papa Francesco giustamente condanna l’omicidio di Daria Dugina .Il Papa deve fare il Papa. E questo spesso significa andare controcorrente.

La missione

Gesù Cristo, era un rivoluzionario vero. Anzi un sovvertitore dello status quo. Non piacque assolutamente alla società del tempo. O meglio al potere del tempo.Che lo condannò a morte.

Al Papà non interessa il politicamente corretto. Ieri tutti hanno dato la solidarietà all’ucraina. In realtà non manca di farlo neanche lui. Ma cerca di separare le due parti. Di fermare ogni spargimento di sangue. Una cosa molto ovvia: fa il Papa.

Si scandalizzarono già i signorotti benpensanti perché fece portare la croce, durante la Via Crucis, ad una donna russa ed ad una donna ucraina. Probabilmente non ci poteva essere, cristianamente, esempio più bello.

La chiesa non deve nel suo magistero seguire il pensiero del tempo corrente. Ma improntare la sua missione a valori senza tempo. Il Papa nella sua missione è un pastore . Uno può crederci o non crederci. Ma per un cattolico, come per qualunque cristiano, un pastore guida il gregge, non si fa guidare dagli umori del gregge.

Il messaggio

Papa Francesco si è rivolto al signore implorando la pace per il popolo ucraino che da mesi soffre a causa della guerra. Il pontefice ha  poi chiesto, che si intraprendano passi concreti per mettere fine alla guerra e scongiurare il rischio di un disastro nucleare, a Zaporizhzhia.

Dunque sua santità non ha mancato di dare la propria vicinanza, come ha fatto sempre al popolo ucraino. Nonché di esecrare la guerra come mezzo della controversia. Ma ha ovviamente assunto una posizione storicamente in linea con la missione del pontificato.

Basti pensare a Pio X, che sicuramente era un italiano ma cercava, davanti allo scoppio della Prima Guerra mondiale di mantenere la neutralità della Santa Sede, al fine di spingere verso le trattative.

Come anche Benedetto XV, non ragionava da italiano, cioè da parte integrante dello scontro, ma tentava, guardando alla sua missione universale, di fermare quella che definì l’inutile strage. E per farlo doveva stare per forza di cose al di sopra delle parti, al di fuori dello scontro.

La giusta condanna dell’assassinio di Daria

“Penso alla povera ragazza volata in aria per una bomba sotto il sedile della macchina a Mosca – gli innocenti pagano la guerra, gli innocenti. Pensiamo a questa realtà e diciamoci l’un l’altro la guerra è una pazzia. E coloro che guadagnano con la guerra, con il commercio delle armi, sono dei delinquenti che ammazzano l’umanità”.Queste le parole più che sacrosante pronunciate da papa Francesco sull’omicidio di Daria Dugina.

Nulla che offende il popolo ucraino o che faccia mancare la solidarietà ad una nazione in guerra. Ma ammazzare un giornalista, per delle idee non può essere considerato un atto di guerra, deve essere considerato un atto criminale. Ed il primo ministro di DIO in terra, non può non condannare un omicidio.

Dunque basta indignarsi.

Capisco la situazione degli ucraini. Ma il suo governo non può prendersela con qualunque tentativo di aprire al dialogo. Più si protrae il conflitto, peggio è per l’Ucraina e soprattutto per il suo popolo.

Il Vaticano cerca la pace. Ed in questo fa l’interesse del Popolo Ucraino, del Popolo Russo e di tutti i popoli della terra, visto che abbiamo davanti un pericoloso allineamento di grandi potenze nucleari.

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