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Forze dell’Ordine. Chi sono in realtà

di Niccolò Nesi
2 Febbraio 2026
In Attualità
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FORZE DELL'ORDINE
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Forze dell’Ordine. Un concetto troppe volte astratto. Troppe volte staccato dalla realtà. Ma non è così. Le Forze dell’Ordine (e sì, continuo a scriverlo con le lettere maiuscole) non sono una forma giuridica, un’ipotesi. Sono persone, sono ragazzi e ragazze, uomini e donne che hanno fatto una scelta ben precisa. Hanno deciso di dedicare la loro vita alla Nazione. Al popolo italiano.

Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Forze Armate, Polizia Penitenziaria, Polizia Locale. E scusatemi se ho scordato qualcuno. Non sono lavori di ripiego. Una persona non entra in Polizia (uso una sineddoche per semplicità) perché non ha trovato un altro lavoro. No: il poliziotto lo devi volere fare. Lo senti dentro. È una vocazione. Una missione.

Di sicuro non lo fai per la paga, che è misera rispetto a quello che compiono. Di sicuro non lo fai per la gloria, perché un poliziotto, al netto di certi atti di valore che possono capitare meno di una volta nella vita, non sale mai alla ribalta delle cronache. Lo fai perché ci credi. Perché ami la Divisa e quello che rappresenta.

Provate voi a immedesimarvi in uno dei compiti che devono adempiere. Magari è dicembre, magari fa un freddo bestiale, magari piove. E voi siete in OP, in Ordine Pubblico, a uno stadio. Non parlo di San Siro. Parlo di uno stadio minore. Siete lì e avete 23 anni. Fermi, in piedi. Ad aspettare ore che la partita inizi, si svolga e finisca. Ore. Grazie? Da nessuno. Anzi, a volte becchi anche gli sputi. Se va bene.

Ma non va sempre bene

Poi, come successo in questi giorni, troppo spesso le cose precipitano. Leggi lo spacciatore marocchino pluripregiudicato irregolare sul territorio italiano, leggi il cinese che ha rubato la pistola di una guardia giurata e ha sparato contro le volanti, leggi i fatti schifosi di Torino. Per non parlare dei Carabinieri che hanno inseguito il povero (?) Rami sempre a Milano.

Vengono aiutati dalla magistratura? No di certo. Personaggi arrestati e rimessi in libertà nel tempo che gli agenti impiegano a compilare i verbali. Magistratura che però non si fa un problema che è uno, a indagare gli agenti se qualcosa va storto. Quella magistratura che invece dovrebbe proteggere e tutelare chi mette, quotidianamente, a rischio la propria vita per proteggere la nostra. Anche quella dei magistrati.

E anche quella delle forze politiche di sinistra. Anch’essi -dovrebbero essere, almeno- servitori dello Stato. Ma invece lo Stato lo usano a loro comodo e lo denigrano. Gente che fa di professione (e qui mi scappa una risata) il lavoro più nobile del mondo. E che invece di sventolare il tricolore della Repubblica, va in giro con le bandiere palestinesi. Ma in che mondo al contrario viviamo?

Sempre in prima linea, nonostante tutto

Una qualsiasi altra categoria di lavoratori pubblici, se venisse trattata da politici, stampa, magistrati in questa maniera, sciopererebbe (di venerdì, come insegna Carl Marx Landini) più volte.

Una qualsiasi altra categoria di lavoratori pubblici, se venisse investita da un decimo, anzi un centesimo, di quello che hanno dovuto vivere i Nostri Agenti a Torino, incrocerebbe le braccia. E invece no! Loro, nonostante tutta questa merda che ogni giorno devono subire, tornano a casa, abbracciano i loro figli e il giorno dopo riprendono l’amata Divisa e tornano sul territorio.

Provate, vi dico, provate a immedesimarvi in quello che possa significare essere loro. Io ho la fortuna di conoscere alcuni appartenenti alle Forze dell’Ordine, e ne vado fiero. Ho visto i loro occhi. Tristi, che troppo spesso hanno visto il lato peggiore dell’umanità. Ma in fondo a quegli occhi vive e brilla ancora la speranza di salvare qualcuno. Di salvare la Patria.

Fatemi un piacere personale: quando incrociate un rappresentante della legge, una divisa, fermatelo. E ringraziateli per il servizio che rendono alla Nazione.

 

Leggi anche: Nuovo sport olimpico: picchia la polizia

 

Fotografia: Gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine a Torino, 31 gennaio 2026 (ANSA/Alessandro Di Marco)

Tags: CARABINIERIIN EVIDENZAPOLIZIA
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