Fischi e cartelli contro Giani: la montagna pistoiese presenta il conto sulla sanità

Fischi e cartelli contro Giani: la montagna pistoiese presenta il conto sulla sanità

SAN MARCELLO PISTOIESE. Non è bastata l’inaugurazione di un palazzo a distogliere l’attenzione da un ospedale che si svuota.

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani è arrivato sabato a San Marcello Pistoiese per tagliare il nastro del nuovo Palazzo della Montagna, sede dell’Unione dei Comuni, e ad accoglierlo ha trovato decine di cittadini con fischietti e cartelli

Lo slogan scandito è diretto e non lascia spazio a interpretazioni: “Inaugurate i palazzi ma ci togliete la salute”.

La protesta, organizzata dalle associazioni Zeno Colò e Crest (Comitato regionale emergenza sanità toscana), ha scelto un codice simbolico preciso: il segnale internazionale di soccorso alpino, sei fischi seguiti da un minuto di silenzio. Un SOS letterale, rivolto a una Regione che i manifestanti accusano di preferire i tagli del nastro alla cura dei presidi sanitari di montagna.

Al centro del contendere c’è ancora una volta l’ospedale “Lorenzo Pacini”, una struttura che affonda le radici nell’Ottocento: fu costruito tra il 1846 e il 1855 grazie a un lascito testamentario del 1807 dello stesso Pacini, per curare gli abitanti di una montagna che allora viveva di lavorazione del ferro

Un ospedale nato dalla generosità privata per rispondere a un bisogno che due secoli dopo la Regione fatica ancora a garantire: nel 2022 la giunta Giani ne ha modificato la classificazione, facendolo scendere da “presidio ospedaliero in area particolarmente disagiata” a semplice “presidio ospedaliero elettivo”, privo di pronto soccorso. Una scelta che i comuni di San Marcello Piteglio e Abetone Cutigliano chiedono da tempo di rivedere, e su cui è tornato a battere anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi, presente sabato tra i manifestanti, con un’interrogazione rimasta senza risposta concreta.

Non è una protesta nata dal nulla né isolata: tra il 25 aprile e il 2 maggio San Marcello aveva già ospitato otto giorni di presidio permanente, dibattiti e mobilitazione nazionale sotto lo slogan “Dal Pacini non si scende!”, promosso proprio da Zeno Colò con il patrocinio delle amministrazioni locali

Un’iniziativa che aveva già chiamato in causa Giani e l’assessora alla Sanità Monia Monni, chiedendo un confronto pubblico mai davvero arrivato. I fischi di sabato sono la continuazione di quella battaglia, non un episodio a sé.

Giani, va detto, non si è sottratto: sceso dall’auto, ha stretto mani e ascoltato le richieste prima di entrare alla cerimonia. Il clima è rimasto teso ma senza incidenti

Ma il gesto di cortesia istituzionale non cambia i termini della questione: un territorio che da anni chiede la restituzione di un pronto soccorso vero, e una Regione che continua a rispondere con inaugurazioni.

Per l’opposizione è la prova plastica di un malcontento che cresce nelle aree interne; per la maggioranza la sfida sarà dimostrare, con atti concreti e non con tagli di nastro, che la montagna pistoiese non è un problema da rinviare alla prossima cerimonia.

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