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Home Firenze

Firenze, multa-city in controtendenza: più 4% di sanzioni mentre altrove si frena

di Simone Margheri
26 Gennaio 2026
In Firenze
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sanzioni
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Firenze, multa-city in controtendenza: più 4% di sanzioni mentre altrove si frena

Mentre nelle grandi città italiane gli incassi da multe rallentano e in molti casi calano, Firenze va ostinatamente in direzione opposta.

Nel 2025 le sanzioni aumentano di circa il 4%, un dato che stona come una nota fuori spartito rispetto al trend nazionale

Non è un rimbalzo occasionale, ma l’ennesima conferma di una scelta precisa: fare cassa sul quotidiano, con metodo e continuità.

È un segnale politico prima ancora che contabile.

A Firenze la multa non è più uno strumento per la sicurezza stradale e di regolazione, ma una voce strutturale di bilancio un balzello

Un prelievo costante, diffuso, silenzioso. Una tassa senza nome, che non passa da alcuna dichiarazione dei redditi ma si abbatte su chi vive la città ogni giorno. e soprattutto per ignari turisti. E mentre altrove si cerca almeno di allentare la pressione, qui la si raffina.

Questo approccio è figlio di una visione ben riconoscibile, quella che il Partito Democratico applica da anni alla gestione urbana: lo Stato – o il Comune – sa cosa è giusto per te, e se non ti adegui paghi è cosi con la politica woke degli scudi verdi

La mobilità non è più una scelta, ma un comportamento da indirizzare, correggere, forzare e se possibile sanzionare in nome del bene superiore dell’ecolog8a. L’auto privata viene demonizzata, le alternative imposte, i margini di libertà ridotti a colpi di divieti, telecamere e sanzioni.

Il cittadino non è un soggetto da servire, ma un ingranaggio da allineare e sfruttareper i propri fini e scopi propagandistici

Se non funziona e non si riesce a ottenere quanto si vuole che problema c’è?

Si può sempre multare un motivo si trova

Se resiste, si raddoppia la dose.

Se protesta, si colpevolizza.

La tramvia è il monumento più evidente di questa filosofia. Un’opera presentata come inevitabile, insostituibile indiscutibile, salvifica per il pianeta, ma che loro magari possono permettersi di non prenderla.

Un opera realizzata con tempi biblici e costi che restano sistematicamente superiori a quelli di esperienze analoghe in Europa

In Francia, Germania, Spagna, linee tranviarie simili vengono progettate e costruite in meno tempo e con costi mediamente inferiori. A Firenze no: qui ogni chilometro diventa un percorso a ostacoli, ogni cantiere una rendita politica, ogni ritardo una giustificazione ritardi in molticasi perfettamente prevedibili come le mura medievali ritrovate in Piazza Beccaria.

E allora il cerchio si chiude: si investe molto, spesso senza aggiornare i progetti alle esigenze che inevitabilmente mutano col tempo e molto lentamente; poi ci sono i bilanci che restano sotto pressione e per tenerli in equilibrio si ricorre alle entrate più facili e meno visibili espedienti che malcelano un appetito bulimico di denaro da drenare in ogni modo

Le multe, appunto. Il cittadino-utente diventa cittadino-bancomat, utile non per ciò che chiede o propone, ma per ciò che può pagare.

In questo quadro, una proposta di buon senso dovrebbe essere il vincolare in modo rigido e verificabile i proventi delle multe a interventi immediati e tangibili di sicurezza stradale e riasfaltatura. Non genericamente “mobilità”, non grandi progetti futuri, non capitoli opachi di bilancio. Strade rifatte, segnaletica visibile, incroci sicuri, manutenzione ordinaria. Qui e ora.

Perché se davvero le multe servono alla sicurezza, allora il cittadino deve vedere il ritorno diretto di quel prelievo

Altrimenti resta una verità difficile da smentire: le sanzioni non servono a rendere Firenze più sicura almeno per il traffico. E questa non è sostenibilità. È fiscalità mascherata.

Una città moderna non educa col portafoglio, non governa per punizione, non pianifica come se i cittadini fossero sudditi da rieducare. Firenze, oggi, rischia di essere l’esempio perfetto di come una certa idea di economia pubblica — dirigista, paternalista, autoreferenziale — finisca per produrre una città più costosa, più rigida e meno giusta, una cittàche impone i cittadini a cambiare auto euro 5 ad esempio.

E alla fine, più che muoversi meglio, si paga soltanto di più anche se a pagare spesso sono cittadini non residenti che non conoscono le tagliole messe dagli sceriffi di Palazzo Vecchio

Usciti dall’A1 dovrebbero mettere un cartello con scritto : ” lasciate la patente o voi che entrate “..

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Tags: AUTOVELOXFIRENZEFUNAROIN EVIDENZAMULTE
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