Fine vita: la linea rossa del centrodestra
Il Parlamento è sovrano
La proposta di disegno di legge in materia di morte volontaria medicalmente assistita, firmata dal Senatore del Partito democratico Alfredo Bazoli e condivisa da tutta l’opposizione torna in Commissione.
Con il voto di ieri, la maggioranza di CDX afferma di aver bisogno di più tempo per riscrivere la sua proposta, non accettando in alternativa di ripartire dal testo presentato dalle opposizioni.
Attenzione al fantomatico “male minore”
Ma entro il mondo cattolico ci sono componenti che non vedono questo stop come negativo. L’associazione Pro Vita e Famiglia, ad esempio, approva apertamente la nuova sospensiva, con l’auspicio che una legge non vi sia, sia pur nei ristretti paletti indicati dalla Consulta e quelli aggiunti dalla maggioranza sulla messa a disposizione delle cure palliative, «perché qualsiasi legge sul suicidio medicalmente assistito è una norma di morte, anche se edulcorata come un fantomatico “male minore”».
Quelle insidiose aperture
Non è un mistero che su questa delicatissima frontiera il CDX non sia al momento un monolite. E’ chiaro a tutti che il nuovo capogruppo al Senato, Stefania Craxi, sia decisamente più aperturista in merito. Lo si capisce anche dalla dichiarazione in aula fatta ieri, da cui emerge una punta di rammarico:”«Il Parlamento è sovrano. Io il mio lavoro l’ho fatto: quello di convincere tutti che fosse corretto portarlo in Aula. Poi la democrazia è questa».
Sulla scena rischia di incombere il possibile compromesso in piena regola che anche Luca Zaia, ora presidente del consiglio regionale del Veneto e da sempre a favore di una regolamentazione del fine vita, sembrerebbe caldeggiare, dopo che, tra le polemiche, una proposta in materia fu bocciata due anni fa.
Non solo voti,ma valori
Il consiglio che ci sentiamo di dare ai partiti del centrodestra è quello di fermarsi per più di un attimo sul tema. Prima che un ulteriore passaggio nelle aule parlamentari urge un approfondimento previo a livello valoriale e culturale. Le elettrici e gli elettori hanno assoluto bisogno di sapere se su questo delicatissimo argomento vale il mero principio di coscienza o, come auspichiamo, c’è una posizione politica di coalizione. Non serve un abile gioco delle parti, ma assoluta chiarezza. Le elezioni si avvicinano a passi rapidi e ci risulta che le due coalizioni non siano poi così distanti. A buon intenditor poche parole.
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