Esercenti in protesta a Roma. Riaprire per non morire

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Roma – La politica non deve ignorare la crisi sociale, che non è inferiore per entità e non deve restare meno preoccupazione di quella pandemica. Non stiamo combattendo solo ed esclusivamente un virus. E non dobbiamo dare priorità solo ed esclusivamente a tutto quello che riguarda direttamente soltanto l’importante lotta al virus. Noi stiamo combattendo anche contro una disperazione sociale diffusa che rischia di diventare esplosiva.

Ieri a Montecitorio si è avuto un primo importante segnale della pericolosità della situazione. La fame, la disperazione, la miseria sono letali quanto la malattia. Quelle persone che hanno picchiato gli agenti, difensori di tutti noi ai quali è doveroso dare la massima solidarietà, non sono teppisti o criminali abituali.

Sono coloro i quali hanno sempre contribuito virtuosamente alla nostra società. Piccoli commercianti che hanno sempre avuto un ruolo importante nel nostro paese ed adesso sono ridotti alla disperazione. L’uomo comune non ce la fa più.

La classe media è stata decimata, i borghesi di ieri ormai sono coloro i quali lottano ogni giorno per non scendere sotto la soglia di povertà. I poveri dell’Italia di ieri sono i disperati dell’Italia di oggi.

La paura, l’incertezza per il futuro, la rabbia sociale endemica stanno offuscando la ragione e riempiendo di odio i cuori di persone che sono sempre state la colonna portante di questo paese.

Un programma di riaperture

Bisogna assolutamente calendarizzare le riaperture, aiutare le categorie in difficoltà, riportare speranza. La politica deve sostenere la ripartenza del paese ed il compito principale del governo nazionale è per forza di cose questo.

L’Italia rischia di diventare un paese miserabile, dove le persone fanno manovre acrobatiche per poter arrivare alla fine del mese, ogni mese.

Riaprire è doveroso, i dispositivi di protezione individuale in questo dovrebbero fornire un aiuto.

Siano severissime le regole, durissime le sanzioni per i trasgressori, si mobiliti ogni apparato dello Stato per il controllo. Ma si consenta di riaprire con gli stanziamenti e uso dei dispositivi di protezione individuale per tornare alla normalità dal punto di vista anche dell’economia corrente.

Chi ignora che la disperazione economica attuale che possa diventare una bomba sociale in questo paese, è un folle che non guarda concretamente al futuro più immediato. Che non ha percezione della realtà sociale corrente.

Palazzo Medici Riccardi Firenze

Bisogna muoversi immediatamente per rendere operative le riaperture se si vuole evitare il peggio, in sicurezza, con attenzione ma evitiamo che si veda in ogni città quello che si è visto ieri a Roma davanti a Montecitorio.

Ieri Roma, oggi Firenze

Intanto oggi a Firenze, davanti a Palazzo Medici Riccardi sede della Provincia e della Prefettura di Firenze, si stanno radunando altre persone normali che sono esasperate e preoccupate.

 

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