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Eclissi di un continente

di Francesco Petrone
31 Agosto 2025
In Cultura
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Cartina della Germania, Europa

Cartina della Germania, Europa

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Eclissi di un continente
Berlusconi pur essendo un bravo statista non ha potuto realizzare il progetto che si era prefissato. Il cavaliere in effetti aveva un grande sogno a lungo termine ma in Europa è rimasto inspiegabilmente solo.

Sarà opportuno fare qualche passo indietro e tenere presenti le parole che il professor Orsini, ha proferito recentemente, quando ha affermato che l’Italia perse definitivamente la propria sovranità non tanto dopo il 1945 ma in seguito alla caduta del muro di Berlino

Precedentemente le classi politiche italiane si erano potute destreggiare abilmente grazie al confronto fra i due blocchi contrapposti. Gli USA, infatti , avevano estremo bisogno degli alleati europei, come anche della neutralità di Paesi non allineati come la Jugoslavia. Questo dava all’italia un grande spazio di manovra nonostante le gravi restrizioni imposte da un trattato di pace capestro che era stato subito in seguito alla  resa incondizionata con imposizioni come quella del fattore K, la proibizione all’Italia di fare partecipare al governo il PCI, obbligo che fece dell’Italia una democrazia bloccata, quasi un Paese a sovranità limitata perché le opposizioni di Destra come di Sinistra, per ragioni diverse, erano impedite a partecipare alla gestione del governo del Paese.
Era una strana democrazia in cui non esisteva un’alternanza di potere e la DC veniva trasformata in regime suo malgrado.

Dopo il crollo dell’Unione Sovietica e la fine del blocco comunista, per i politici italiani ci fu una resa dei conti. Infatti da anni in Italia venivano utilizzati stratagemmi per erodere sempre più spazio di autonomia nella politica estera. Basti ricordare Enrico Mattei con l’Eni che, a suo tempo, cercava di assicurare con ogni mezzo energia necessaria alla ripresa dell’industria italiana. Alcuni governi italiani, approfittando della distensione post stalinista, firmarono contratti con Mosca incuranti delle alleanze. Inoltre, nella stagione di maggior tensione internazionale ci fu il caso del lodo detto Moro, l’accordo segreto tra vari esponenti della politica italiana e della resistenza palestinese. Si pensa che il lodo prevedesse la tolleranza della presenza o del passaggio di palestinesi armati sul territorio in cambio della garanzia che l’Italia non fosse oggetto di attentati, una tacita alleanza alla causa palestinese e al mondo arabo dell’epoca

Infine ci fu il tentativo di Aldo Moro di mettere fine coi fatti al fattore K nel nostro Paese per dare maggior spazio di manovra all’Italia. Tutti questi episodi avevano contrariato non poco la Casa Bianca. Avvenne, di conseguenza, che nello stesso periodo storico, in cui veniva spezzata la classe dirigente sovietica, veniva spazzata via anche la nomenclatura italiana con l’espediente dell’operazione giudiziaria Mani Pulite, prendendo come pretesto il finanziamento illecito di tutti i partiti italiani. Al contempo vediamo disintegrarsi anche l’ormai inutile Jugoslavia con la nascita dal nulla di anacronistici nazionalismi, dato che a quel punto per i Paesi non allineati sembra non esserci più spazio in Europa. In Italia, una volta resettata la classe politica, avrebbero dovuto rimanere in piedi unicamente i post comunisti. Infatti il PCI fu risparmiato dai magistrati per ordine della stessa CIA e non fu investito dall’ inchiesta giudiziaria come tempo dopo ebbe a rivelare lo stesso Antonio Di Pietro uno dei componenti più in vista del pool giudiziario.

I miracolati sopravvissuti vivevano dietro le nuove sigle PDS DS PD, grazie anche agli accordi con Napolitano, da sempre di casa negli USA, erano ben accetti perché ritenuti ormai del tutto innocui una volta scomparsa l’Unione Sovietica

Nel frattempo Romano Prodi si metteva a capo del cartello elettorale denominato Ulivo per permettere la cannibalizzazione dell’IRI, già programmata sul panfilo Britannia. A quel tempo, l’istituto era uno dei maggiori gruppi industriali del mondo che superava i seicentomila dipendenti, e fu divorato a prezzi di liquidazione dalla finanza internazionale e da vari gruppi. Fu a quel punto che avvenne l’imprevisto che prese il nome di Silvio Berlusconi, un importante imprenditore milanese, noto editore a suo tempo vicino a Bettino Craxi e al PSI.

Essendo per natura un abile imprenditore, in pochi mesi creò dal nulla un partito capace di andare al governo. Con abilità era stato radunato tutto quel vasto elettorato disperso a causa dello scioglimento repentino di ben cinque partiti politici. La cosa colse di sorpresa l’establishment di potere nazionale e i “protettori” esteri

La magistratura, immediatamente e senza indugi come rispondendo ad un ordine preciso, si attiva aprendo dal nulla molte decine di inchieste tentando di ripetere il successo di Mani pulite con il nuovo problema che si era presentato. Anche la grande stampa si mobilitava con un vero linciaggio ma Berlusconi era un editore con spalle larghe ed in possesso di armi di difesa. Intanto qualcosa di analogo era avvenuto anche in Russia dove era apparso un politico sconosciuto, un ex colonnello del KGB, emerso dall’anonimato per togliere dalle paludi la Russia che aveva subito lo stesso destino di cannibalizzazione dell’industria pubblica dell’Italia tramite i famosi oligarchi che si comportavano come gli antichi boiardi.

Nasceva una immediata simpatia personale e politica fra i due leader europei. Il Cavaliere strinse un rapporto di amicizia anche con Gheddafi e convinse il leader libico a trasformare una ricorrenza libica anti italiana intitolata “il giorno della vendetta” nel “giorno dell’amicizia italo libica”

I vantaggi per l’Eni e per l’Italia sono evidenti. Anche con la Russia Berlusconi firmava molti contratti per un aumento delle forniture di gas a prezzo politico. La Germania, in quel periodo,sembrava avere gli stessi interessi dell’Italia. L’ex cancelliere tedesco Schroeder era addirittura compartecipe all’impresa russo tedesca del grande gasdotto sottomarino Nord stream che veniva in seguito addirittura raddoppiato.

Berlusconi si attivo’ per fare in modo che Putin fosse invitato addirittura al vertice NATO che si teneva vicino Roma nella base di Pratica di Mare. Il governo italiano fece in modo che fosse trasformata la formula del vertice che venne battezzato NATO-Russia 2002 e fu una vera svolta strategica internazionale. Occorre puntualizzare che in Russia, Putin rappresentava la componente occidentalista e in disaccordo con gli eurasiatisti come il filosofo Dugin

Berlusconi sembrava stesse riuscendo nell’intento di trasformare l’Italia in un ponte fra America e Russia. La Russia, grazie a Berlusconi era entrata inoltre come Paese osservatore, anche nel G7 che per un periodo cambiò il nome in G8. Il disegno di Berlusconi sembrava prendere forma mentre in Italia la politica si perdeva in polemiche da bottegai di piccolo cabotaggio. Dopo incontri e soggiorni al Cremolino, Berlusconi espose il suo grande disegno geopolitico a Putin che si dimostrò interessato e ben disposto.

Confessò in seguito lo stesso Berlusconi, ormai messo fuori gioco dai nemici storici ed anche da fuoco amico, che la Russia era in procinto di presentare la domanda ufficialmente per chiedere di entrare a far parte della Unione Europea

La domanda a quanto è stato confessato dal protagonista era stata compilata e limata con cura dallo stesso Berlusconi affinché non venissero trovati appigli nei complessi regolamenti. Nella sua mente, Berlusconi, vedeva una grande Unione che andava da Lisbona a Vladivostok. Sarebbe stata un’ unione importante da un punto di vista demografico e come estensione territoriale, come capacità di produzione industriale, ricerca, e ricca di materie prime, con energia senza limiti e con una produzione agricola fra le prime al mondo. Anche la eventuale difesa sarebbe stata di tutto rispetto.

Chiaro che per effetto del trascinamento, in seguito, anche Kiev sarebbe entrata come membro della UE. Qualcuno forse temeva che il baricentro europeo avrebbe rischiato di spostarsi verso Oriente e forse avrebbe fatto impallidire il concetto di Occidente. Tutto sembrava pronto, quando in un malaugurato giorno per l’Europa, dei facinorosi, che dovevano apparire come manifestanti spontanei ma chiaramente organizzati dall’ambasciata statunitense, la cui ambasciatrice era stata vista nella piazza

Questi elementi inscenarono una violenta manifestazione a Kiev in Euromaidan. Anonimi militari della NATO (un testimone ucraino indicherà come di nazionalità lituana) spararono dall’hotel che si affaccia sulla piazza indistintamente sui manifestanti e sulla polizia per aumentare la tensione e per drammatizzare. La manifestazione, che oramai odora sempre più di golpe militare travestito, depone il legittimo governo eletto di  Fedorovic Yanukovich che aveva una posizione di equidistanza fra la Russia e l’Europa e desiderava mantenere buone relazioni sia con Mosca che con gli europei.
Il nuovo presidente abusivo installato da non si sa quale oscuro potere, dichiara immediatamente la sua volontà di far parte della NATO, l’alleanza militare antirussa, violando in tal modo il trattato di amicizia fra Kiev e Mosca, iniziano provocazioni come la proibizione ai molti milioni di russi che si ritrovano in l’Ucraina, dato che il Paese ha una realtà multietnica, di parlare la propria lingua.

A Odessa vengono bruciati vivi una cinquantina di russofoni alla casa del sindacato, come ulteriore provocazione. I russi di Crimea, dove è ubicata la più grande base navale militare russa, a Sebastopoli, indicono un referendum nel quale russi e tatari votano per la secessione

Questo fatto fu la scusa, da parte di certi interessi economici, di creare l’ostacolo definitivo per una futura collaborazione tra Europa e Russia e vanificare il progetto della grande UE. Fu a questo punto che vennero votate a Bruxelles stupidamente le sanzioni per bloccare il progetto che possiamo attribuire a Berlusconi e a Putin. Da quel momento si crea una frattura insanabile fra Russia ed Europa, una frattura prevedibile e facilmente evitabile perché tutti sapevano che la Russia non avrebbe mai potuto permettere basi missilistiche NATO a pochi chilometri da Mosca.

Infatti il fine non era tanto l’annessione dell’Ucraina, quanto impedire un’unione commerciale tra Europa e Russia. Berlusconi diffidava di Zelenski e disse molto direttamente, in seguito, che non era una persona perbene

Ci avvertiva che era una marionetta manovrata da interessi antieuropei. Nonostante ciò Trump ha rivelato che le amministrazioni americane precedenti avevano versato ben  300 miliardi di euro per l’Ucraina e quelle europee 100 miliardi per armare e tenere in piedi una Stato fallito. L’Europa, inoltre, ha minato la propria economia con le sanzioni; il gasdotto che la riforniva è stato distrutto da un atto terroristico, danneggiando l’industria europea. Inoltre gli europei hanno deciso di spendere cifre sconsiderate per ulteriori armamenti. Mentre gli USA attualmente cercano di risparmiare ogni dollaro, in Europa siamo passati dal rigore di Monti, a Stati che sembra comprino tutto solo con le cambiali, anche i missili e i carri armati.

La guerra di Ucraina sembra sia stata organizzata ad arte per creare una profonda faglia fra Europa e Russia. Mosca intanto, si è avvicinata alla Cina e ai  Paesi asiatici e emergenti. Il BRICS si è allargato e rafforzato e Putin non si fida più come un tempo dell’Occidente e di una Europa che si è rivelata impolitica e autolesionista

Il legame fra Russia e Cina sembra sia ormai indissolubile. Un tempo il centro del mondo era il Mediterraneo e l’Italia in particolare. Con la scoperta dell’America, piano piano il centro del mondo si è trasferito all’oceano Atlantico e sono emerse nuove realtà come la Spagna, il Portogallo, la Francia, il Regno Unito e i Paesi del Nord Europa fino all’emergere degli Stati Uniti. Con la fine dei blocchi e con i Paesi emergenti il centro del mondo si è di nuovo spostato e ora è nel Pacifico tra America, Asia, Oceania.
L’idea dell’Unione fra Europa e Russia era l’ultima possibilità rimasta e italiani e russi hanno giocato questa carta cercando di coinvolgere anche la sponda meridionale del Mediterraneo. Interessi diversi si sono attivati e Gheddafi è stata la prima vittima, Berlusconi è stato gambizzato con lo spread e Putin doveva essere travolto dalla miccia accesa a Euromaidan. Attualmente i nuovi governi europei sembrano aver preso strade diverse ma prive di meta e strategia.

 

Tags: ContinenteEUROPAIN EVIDENZAMONDOOCCIDENTE
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