È morto Carlo Alberto Conte, il 12enne colpito da infarto durante una corsa

Carlo Alberto

Carlo Alberto Conte aveva dodici anni. Voleva semplicemente correre all’aria aperta, per questo si era avvicinato all’atletica. Un bambino sano, adatto a svolgere attività anche agonistica. Per farlo, oggi, bisogna vaccinarsi però. Sarà un dettaglio, forse.

Sarà che arrivato alla soglia dei quarantotto anni cerco nella mia memoria, ma di bimbi finiti sui giornali per arresto cardiaco non riesco proprio a ricordarmene. La memoria non è così buona come pensavo, evidentemente.

Oddio, se mi limito a quella breve, di memoria, in verità me ne vengono in mente diversi. Non è necessario essere Pico della Mirandola se ci limitiamo all’ultimo anno.

Carlo Alberto Conte era sano ed aveva anche il “diploma di coraggio”. Sì, il diploma di coraggio. Quel simpatico attestato tutto colorato che viene rilasciato ai piccoli vaccinati. Un bel ricordo, da tenere in camerina.

Mancavano solo 300 metri alla fine della gara della categoria «ragazzi» quando Carlo Alberto ha iniziato a barcollare, si è aggrappato a un albero ed è poi crollato rovinosamente a terra, privo di sensi. Poi i soccorsi, l’elicottero, l’ospedale. Il cuore non ha retto. Due giorni di agonia ed è volato via.

Carlo Alberto non è solo. In tutta Europa i casi di decessi tra giovani e giovanissimi sono saliti alle stelle. Mai così tanti nella storia recente. Tutti sani, tutti vaccinati, tutti morti.

 

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