Due pesi e due misure, non siamo tutti uguali

Due pesi e due misure, non siamo tutti uguali

Una tieste constatazione da fare, perché la verità non la si può nascondere.

Al generale Vannacci si chiede di non parlare. Ad alcuni magistrati tutto è consentito.

Nel conflitto russo-ucraino tutti tengono a precisare che c’è un aggressore e un aggredito, per gli attacchi a Israele no . C’è solo bisogno di pace.

L’imparzialità di chi ha un ruolo

Io sono fermamente convinto che chi ricopre un ruolo debba, nelle sue funzioni, essere imparziale.

Non sono utopico. Non credo sia possibile non avere delle opinioni personali. Chiaramente quelle opinioni però ,non debbono impedire di svolgere la propria funzione nel suo interesse della collettività.

Il Generale Vannacci ha scritto un libro a titolo privato. Quando non portava la divisa, non firmandosi come generale, esercitando la libertà di un semplice cittadino. Praticamente è stato messo al rogo.

Mentre  vediamo che un giudice può sentenziare su argomenti estremamente delicati, pubblicamente manifestare anche contro le forze dell’ordine, e non nasconde di essere schierato in un modo.Guai se proviamo a dirgli qualcosa.

C’è qualche personaggio che cita subito l’indipendenza della magistratura.

Ovviamente è giusto che la magistratura sia indipendente. Ma svolgendo una funzione al di sopra delle parti.

Un giudice deve essere bocca della legge, non legislatore. Altrimenti il giudice si sostituisce al parlamento. Crolla il castello.Chi applica la legge, in una democrazia liberale non fa la legge.

Ma questo per molti non è un problema.

Moro

Ricorda Agnese Moro, figlia dello statista Aldo: ““Quando andavamo in spiaggia, papà indossava sempre la giacca e quando gli chiedevo una spiegazione lui rispondeva che essendo un rappresentante del popolo italiano doveva essere sempre dignitoso e presentabile”. Verrebbe da ammirarlo, ed allo stesso tempo anche da compatirlo. Perché non si può essere rigorosi  in un paese che non vuole essere rigoroso.

Il problema di Vannacci non era l’imparzialità. A chi lo ha messo in croce non frega assolutamente niente dell’imparzialità. Il guaio è che si è permesso di andare contro l’opinione dominante. Se avesse cantato al ritmo del coro, tutti avrebbero messo da parte la sua funzione e lo avrebbero osannato come un Messia. La sua colpa non è stata la mancanza di sobrietà, perché ha agito in maniera più che sobria e nel rispetto di ogni regolamento. La sua colpa è stata quella di sfidare l’egemonia culturale.

Allo stesso modo se un magistrato sentenzia rigidamente sui clandestini, e manifesta idee di rigore sull’argomento viene  messo alla gogna. Altrimenti è libero di fare come vuole.

In buona sostanza qui non vanno a giudicare l’imparzialità dei funzionari dello stato, giudicano le idee  che i funzionari esprimono non l’opportunità che le esprimano. Il messaggio è: ci sono idee che vanno bene e idee che non vanno proposte.

L’aggressione ad Israele

Anche in questo caso siamo davanti ad un qualcosa di estremamente curioso.

Hamas attacca Israele. I metodi sono da terroristi, gli obiettivi colpiti sono civili. E giustamente si invoca la pace. Però non ho sento dire chiaramente che c’è un aggressore e c’è un’aggredito.

C’è un coro di giornali che continua a dire che in Ucraina c’è un aggressore e c’è un aggredito. Giustamente l’11 settembre c’era un aggressore e c’era un aggredito. Oggi perché Israele non è l’aggredito? O meglio perché Hamas è l’aggressore? Perché si parla solo di pace?

Ovviamente non da parte di tutti, ma da parte dei soliti. I soliti che influenzano molto l’opinione internazionale.

Allora ci sono due pesi e due misure? Ci sono aggressioni meno gravi?

Le nazioni non sono tutte uguali?

Una cosa sbagliata non è sempre sbagliata?

O in questo caso non si giudicano le aggressioni, ma si giudica a seconda dello Stato che viene aggredito?

Quindi Israele ha meno diritto di esistere, meno diritto ad essere sicuro, meno  diritto al rispetto dei propri civili di altri Stati?

La vita di un ebreo conta meno della vita di un altro?

Siamo sicuri che questa visione sia giusta? Che stia portando il mondo davvero al progresso? Perché mi sembra che stia portando a ridiscutere l’uguaglianza delle persone davanti alla legge, davanti alla morale, davanti alla storia.

Leggi anche: Israele è sotto attacco

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