Dal “vergognoso” al benvenuto: Meloni riscrive la legge elettorale (e la sua memoria)

Dal “vergognoso” al benvenuto: Meloni riscrive la legge elettorale (e la sua memoria)

La maggioranza sembra che abbia intenzione di fare una riforma elettorale in senso proporzionale.

Non basta più il premierato, fermo in Parlamento, per blindare la tenuta dell’esecutivo.

Serve intervenire sul cuore del sistema

La maggioranza teme che ciò che nel 2022 era un vantaggio ora diventa un rischio: se gli sfidanti si presentano compatti, ogni collegio può diventare una trappola.

In sostanza, questo e’ ciò che afferma la maggioranza di governo.

Insomma, l’intenzione sarebbe quella di abolire i collegi uninominali ed introdurre un proporzionale puro.

Un ritorno alla decrepita Prima Repubblica, quella dei governi che non duravano neanche il tempo di un caffè

I candidati verranno scelti dalle segreterie dei partiti e gli accordi si faranno non prima delle elezioni ma dopo a giochi fatti.

Ogni partito correra’ per conto suo e contro gli altri, per poi inciuciare dopo le elezioni.

Invece, gli elettori devono conoscere il programma prima e non dopo le elezioni.

Ci vuole una legge elettorale maggioritaria uninominale che favorisca le aggregazioni negli schieramenti principali, con abolizione del proporzionale che permette ai trombati sbattuti fuori dalla porta di rientrare furbescamente dalla finestra.

Chi perde e’ fuori.

Oltretutto, il proporzionale cancellerebbe il bipolarismo, anche se imperfetto, permettendo a piccole liste insignificanti di entrare in parlamento, le quali si metterebbero insieme prima per superare un eventuale soglia di sbarramento, per poi dividersi in parlamento

E’ accaduto proprio con quella fuffa del “terzo polo”.

Gianni e Pinotto hanno superato la soglia, sono entrati in parlamento e poi ognuno per conto suo.

Con i collegi uninominali i vari Calenda, Renzi, Marattin, Fratoianni, partitini da 1-2%, cespugli e cespuglietti, verrebbero spazzati via.

Ma noi andiamo indietro invece di andare avanti.

Ah, dimenticavo…la nostra cara Giorgia nel 2021, quindi prima delle elezioni, affermo’ che un ritorno al proporzionale sarebbe stato vergognoso.

Oggi evidentemente non lo e’ più.

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