Crimi: “Il M5s non è morto”. E’ decomposto

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Crimi, neo segretario del Movimento 5 stelle, invita i suoi a non scappare dal partito, ma a lavorare uniti, perché non sta tornando il bipolarismo. 

Crimi commenta i risultati asfaltanti delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e in Calabria, dove rispettivamente i grillini hanno ottenuto: il 3,47%; il 7,28%.

Ogni volta che un risultato elettorale non ci sorride sento partire il solito coro che scandisce all’unisono: il Movimento è finito, è in ginocchio, sta scomparendo”. 

Così risponde Crimi dalla sua pagina Facebook, a chi come Salvini aveva dato del “quasi scomparso” il partito che proprio in queste due regioni otteneva in passato il maggior numero di voti.

No, caro Vito, la questione è leggermente diversa. La matematica non è un’opinione, nemmeno se si è pentastellati, anche se non sapete fare di conto. Il risultato resta il solito. Si tratta di un’emorragia elettorale, non di una tornata, dal 34% siete passati al 3,4%. Non siete in ginocchio, siete supini.

Il Movimento è morto e decomposto, il tanfo è meno forte solo grazie alla formalina marcata Palazzo Chigi. L’effetto ha le ore contate però. Essere composti da incapaci ha un prezzo molto salato da pagare, il tempo ha ampiamente dimostrato che i mal compositi si de-compogono. Cascano a pezzi.

Il partito-feudo, in meno di due anni, è diventato partito-fetido. Una metamorfosi kafkiana. I risultati da prefisso telefonico non lasciano spazio alle interpretazioni.

Ma Vito Crimi, insiste: “In più, questa volta, viene dato per scontato il ritorno del bipolarismo, come se le elezioni in due regioni equivalessero al voto nazionale. Anche questa volta li deluderemo perché, chi dice questo, non ha capito cosa sia veramente il Movimento 5 Stelle, del perché siamo nati e quali sono gli ideali che ci guidano e ci rendono diversi da tutti gli altri”.

Probabilmente non lo hanno compreso neppure gli elettori. 

Il segretario dei pentastellati, tuttavia, riconosce che i risultati sono stati “inferiori alle aspettative”. Per le prossime tornate elettorali, fanno sapere dalla piattaforma Rousseau, il movimento si porrà l’ambizioso obiettivo di superare la soglia di sbarramento del 3%.

 

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