Cosmesi urbana e criminalità reale: il trucco della sicurezza a Firenze
Firenze continua a parlare di riqualificazione urbana come se fosse la risposta a tutto. Piazze rifatte, arredi nuovi, percorsi pedonali, rendering e conferenze stampa. Intorno alla stazione di Santa Maria Novella, come in molte altre aree della città, la rifunzionalizzazione degli spazi pubblici è diventata il mantra di un’amministrazione che preferisce l’estetica alla realtà.
Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: Firenze è una città sempre meno sicura.
Da Novoli a Calenzano, dalle aree commerciali alle zone residenziali, fino al centro storico e in ogni quartiere, un tempo simbolo di identità e comunità, come San Frediano, la microcriminalità è ormai un fenomeno quotidiano
Furti, scippi, aggressioni, vandalismi. Non emergenze isolate, ma una normalità che i cittadini subiscono ogni giorno, mentre chi l’ amministra continua a raccontare una città che non esiste più. Le piazze riqualificate non fermano i delinquenti. Le panchine nuove non scoraggiano chi ruba. L’illuminazione potenziata non basta se manca chi controlla. Senza presidi, senza forze dell’ordine, senza una presenza visibile e costante dello Stato, la riqualificazione urbana diventa un’operazione cosmetica: bella nelle foto, inutile nella vita reale.
Per anni l’amministrazione di sinistra ha rifiutato il rafforzamento dei presidi di sicurezza, liquidandolo come una scelta “militaristica”, ideologica, quasi autoritaria
Una posizione che oggi appare non solo miope, ma profondamente irresponsabile. Perché mentre si discute di modelli urbani e inclusione astratta, i cittadini perdono pezzi della loro libertà.La verità è semplice e scomoda: Firenze ha scelto di penalizzare chi rispetta le regole. Chi lavora, chi studia, chi vive la città viene lasciato solo, costretto a evitare strade, orari, quartieri. Una città insicura è una città che perde attrattività. Perde residenti, perde commercio, perde turismo di qualità. Nessuna piazza rifatta potrà mai compensare la sensazione diffusa di abbandono che si respira in troppi angoli del centro e della periferia.
La sicurezza non è una concessione, è un diritto
Non è un tema di destra o di sinistra, è una responsabilità amministrativa. Servono più uomini e donne sul territorio, più controlli, più presidi fissi nelle zone critiche. Serve una presenza deterrente, concreta, quotidiana.
Continuare a negarlo significa perseverare in una scelta scellerata che sta trasformando Firenze in una città sempre meno vivibile. E a pagare il prezzo, come sempre, sono i cittadini. Non i rendering. Non i progetti. Le persone reali.

