Coprifuoco in Turchia per il Covid-19

COPRIFUOCO

Coprifuoco in Turchia – Da ieri a mezzanotte e per 48 ore la Turchia ha dichiarato lo stato di coprifuoco per 31 province e 30 città in cui si sono registrati casi di Covid 19.

Per due giorni nessuno potrà uscire di casa per nessun motivo.

Poco dopo l’annuncio a Istanbul si è scatenato il panico e la gente è scesa in strada per correre a comprare cibo e beni di prima necessità.

Centinaia di persone che non hanno tenuto le distanze di sicurezza sanitaria e che sono diventate una buona opportunità di diffusione del coronavirus a loro volta. Questa condotta, che del resto si è registrata anche in altri contesti, ha creato una situazione ingestibile rispetto alla sicurezza sanitaria pubblica. Il governo non è riuscito a bloccare la gente che cercava di accaparrarsi il cibo, uno schema già conosciuto. Un effetto incontenibile e prevedibile rispetto alla notizia di non poter uscire di casa per tutto il fine settimana.

Scatta il coprifuoco

Questo provvedimento è stato il primo nel suo genere da parte del governo, infatti fino a pochi giorni fa le fonti governative parlavano di pochi casi, prontamente isolati dalle autorità sanitarie. Ma la situazione non era così lineare. Alcune notizie sulla vera situazione erano filtrate, prontamente smentite dal governo. Solo dopo, quando non si poteva negare l’innegabile, si è mostrata la reale situazione del paese: sono moltissimo i focolai esistenti e dato ancora più preoccupante il fatto che siano distribuiti in modo uniforme in tutto il territorio nazionale.

Secondo le ultime stime le persone decedute sono 1.006; quelle contagiate sono 47.029, e i test effettuati da quando è iniziata l’emergenza sono 307.210, inoltre il 59,5 delle unità di terapia intensiva sono occupate.

Finora non erano state prese misure drastiche anche e soprattutto, per non bloccare il sistema produttivo. Il blocco avrebbe condotto al collasso il sistema economico turco, già durante provato dalle politiche economiche governative.

Erdogan

Le conseguenze sarebbero gravissime dal punto di vista delle ripercussioni sociali. In un momento in cui il potere del presidente Erdogan è  sotto attacco sia a livello interno che internazionale, non si può permettere ulteriori problemi di sicurezza interna.

Da più parti si teme che Erdogan utilizzerà a proprio vantaggio l’emergenza sanitaria per liberarsi delle opposizioni interne. Sono scattati i primi arresti di persone che avevano messo in dubbio le cifre del contagio, e che così si sono opposte al regime.

Come in molte altre occasioni le piattaforme web che consentono la diffusione delle notizie come Facebook e Twitter sono  monitorate  per evitare una propagazione di notizie contrarie al regime. Vedremo nei prossimi giorni che cosa accadrà sia sul fronte Covid 19, sia in riferimento alla lotta governativa alle voci del dissenso.

 

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