Cinque miliardi del Recovery Fund al settore Difesa

Queste le previsioni maggiomente prudenti sugli investimenti del Governo sui sistemi d'arma del futuro

Difesa

Dal Recovery Fund cinque miliardi per la Difesa.

Queste le previsioni del Governo di impiego dei fondi Ue per i nuovi sistemi d’arma.

Ne hanno parlato recentemente tutte le principali testate che trattano di difesa, tra cui Analisi Difesa.
I progetti del Ministero della Difesa prevedono di spendere 5 miliardi di euro del Recovery Fund per applicazioni militari nei settori della cibernetica, delle comunicazioni, dello spazio e dell’intelligenza artificiale.

Progetti di guerra cibernetica e caccia di sesta generazione

Rilevanti i progetti relativi all’uso militare del 5G, in particolare nello spazio con una costellazione di 36 satelliti ed altre. I progetti del Ministero dello Sviluppo Economico, relativi soprattutto al settore militare aerospaziale, prevedono una spesa di 25 miliardi di euro del Recovery Fund.

Il Ministero intende investire in un caccia di sesta generazione (dopo l’F-35 considerato di quinta generazione), il Tempest, denominato «l’aereo del futuro», se ne era parlato qui.

Altri investimenti riguardano la produzione di elicotteri e, più probabilmente convertiplani militari di nuova generazione, in grado di decollare e atterrare verticalmente e volare ad alta velocità.

Si investirà allo stesso tempo in droni e unità navali di nuova generazione, e in tecnologie sottomarine avanzate. Grossi investimenti si prevedono anche nel settore delle tecnologie spaziali e satellitari.

Diverse di queste tecnologie, tra cui i sistemi di comunicazione in 5G, saranno a duplice uso militare e civile. Poiché alcuni dei progetti di carattere militare presentati dai due dicasteri si sovrappongono, il Ministero dello Sviluppo Economico ha redatto un nuovo elenco che permetterebbe di ridurre la propria spesa a 12,5 miliardi di euro.

Altre previsioni di spesa sono addirittura più ambiziose

Fonti interne dichiarano che si starebbe programmando di spendere a fini militari tra 17,5 e 30 miliardi di euro tratti dal Ricoveri Fund, che vanno rimborsati con gli interessi.

Oltre a questi vi sono più di 35 miliardi stanziati a fini militari dai governi italiani per il periodo 2017-2034, in gran parte nel bilancio del Ministero dello Sviluppo Economico.

Al governo Conte, Ambrosetti-Leonardo aveva chiesto “una pianificazione finanziaria pluriennale con l’allocazione di risorse che consentano la stipula di contratti di lunga durata (10-15 anni)”.

Mentre da parte delle Forze Armate, il gruppo partecipato dal Tesoro aveva auspicato che “facciano crescente ricorso a queste nuove formule contrattuali capaci di generare un efficientamento della spesa pubblica”.

La Leonardo prima beneficiaria

In prima fila, tra le industrie belliche che beneficerebbero di tali investimenti del Recovery Fund, c’è la Leonardo, di cui il Ministero dello Sviluppo Economico possiede il 30% dell’azionariato.

La Leonardo è integrata nel complesso militare-industriale Usa capeggiato dalla Lockheed Martin, costruttrice dell’F-35 alla cui produzione partecipa la stessa Leonardo con l’impianto di Cameri.

La Leonardo, discendente di Macchi e Alenia, ex Finmeccanica, è  una industria leader del setrore, protagonista globale nell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza.

ruota.

 

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