Cattofasciocomunismo : dal vortice al vertice

Cattofasciocomunismo : dal vortice al vertice

La grazia a Nicole Minetti, Garlasco, ergastoli dati e revocati come abiti di cambio stagione.

Ci si può fermare qui. L’elenco è bastevole per rendersi conto che nel Paese fra gli altri esiste un problema che sembra senza soluzione

Non la ‘giustizia’ ma l’ “amministrazione della giustizia”.

Non “ la separazione delle carriere’ ma ‘il funzionamento delle carriere’.
Se un paese affoga in una domanda di grazia di una bella donna, troppo chiacchierata, e la sua concessione fa tremare il Quirinale, un ministero, una Procura e muove l’Interpol per tentare di rovesciare ogni responsabilità sull’ultima ruota del carro, lo sfortunato maresciallo dei Cc che fece l’informativa, quello è un Paese non coi piedi di argilla ma di palta.

Se si tocca Garlasco il verminaio non finisce mai di vomitare rusco. Procure contro, magistrati contro, sistemi d’indagine contro, chiacchiere contro, buonsenso e competenze latitanti, fiducia sulla giustizia vera sotto zero, iniziative istruttorie da compiere il giorno successivo eseguite dopo 20 anni, costi inverosimili: roba più che da matti, da incoscienti

Forse un non colpevole paga per un errore giudiziario, Ma nessuno paga per tutti gli altri errori.

Si cerca un nuovo Girolimoni ( i più giovani guardino chi era) per salvare la faccia.

Con la possibilità che forse si incastrerà un altro possibile non colpevole

Si apprende che un condannato per omicidio in primo grado è assolto in appello perchè dichiarato totalmente estraneo e innocente.

La sfiducia aumenta. I togati di primo grado hanno sostenuto lo stesso concorso di quelli di secondo; hanno le stesse competenze, gli stessi elementi per giudicare. Eppure un giudizio opposto. Assolto con formula piena. C’è da decidere dove siedano i meno preparati

Il cittadino percepisce che ci sarebbe da tremare al pensiero di dover sottoporre i propri destini piccoli o grandi a un sistema così altalenante e che non sembra trasmettere certezze e fiducia

Le magagne funzionariali – sempre che siano magagne e non sgambetti preordinati – si trovano anche nel mitico MEF, ministero dove i guru dei bilanci dello Stato tengono per i testicoli ( e non per dire) la nazione.

Mettiamo che il sig Rossi abbia un reddito lordo di 50000 euro e che per avere importanti benefici è necessario che nella dichiarazione dei redditi osservi un certo parametro

Quando ritira dal professionista incaricato il documento, si avvede che il suo reddito è fuori parametro dello 0,1 % cioè di 50 €. Niente benefici.

La prima cosa che fa licenzia il commercialista, la seconda va al bar e spiega a tutti che quel professionista è un fior di somaro e di non servirsi da lui.
Il PIL è di circa 2200 mld di €, lo 0,1 è circa 2,2 miliardi. I soloni del MEF non sono stati capaci di trovare nelle pieghe di un conteggio con numeri peraltro ancora stimati e non consolidati un posto o più anfratti dove contabilizzare quella inezia rispetto al contesto.

Nè licenziati, nè rampognati, nè oggetto di polemiche. Niente. Sia che sia tutto voluto, sia che l’incompetenza regni sovrana

L’Italia è in queste mani.

La rigidità ottusa funzionariale e la prosopea postdemocratica fanno sì che politici più che modesti, oggi in auge, secchino le residue radici della democrazia occidentale ormai agli sgoccioli. Sistema ormai controllato e guidato non soltanto da una finanza scatenata ma anche da funzionari di questa fatta, da un mainstream totalitario che impone un pensiero unico illiberale.

Questo cattofasciocomunismo di ritorno lo vediamo anche in un ministro che di solito parla di cose semioniriche e seminitellegibili ma è chiarissimo nel far osservare il pensiero unico imposto dai padroni di Bruxelles

Così a Venezia in Biennale è giusto ( perchè è giusto) lasciare libera espressione a stati liberticidi come Egitto ( remember Regeni), Cuba, Israele, Qatar ( stato canaglia finanziatore del terrore), Etiopia, Venezuela, Repubblica democratica del Congo, Somalia ,Nigeria. Alla Russia no. La Russia deve stare fuori perchè..è sotto sanzioni UE.

Non è uno scherzo, nè una barzelletta

Sembra semmai pazzia, follia, perdita di senno, fate voi, o semplicemente un’orgia servile di mezzemaniche scaraventate d’improvviso al vertice del Palazzo invece che nel vortice degli scappati di casa.

A proposito di casa, i media riportano di un terremotato che non si taglia più i capelli fino a che non lo toglieranno dalle baracche.

I capelli sono prossimi al suolo e i dati ci dicono che costui non è solo. I terremotati ancora baraccati, sono circa 36000

Un ministro, per l’intanto, si vanta che l’Italia produrrà le abitazioni da utilizzare sulla Luna. E anche questo non è uno scherzo nè una barzelletta. È un po’ come il Ponte o il resoconto delle dichiarazioni di Trump sullo Stretto. Ma non di Messina. Lì ci pensa il ministro dedicato.

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