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Home Firenze

CAPODANNO MARANZINO

di Kishore Bombaci
3 Gennaio 2026
In Firenze
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CAPODANNO MARANZINO
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CAPODANNO MARANZINO

Capodanno a Firenze al sapore di rissa feroce tra risorse. Pare, infatti, che la sera del 31 Dicembre un gruppo di marocchini e un gruppo di tunisini , tanto per festeggiare in allegria, abbia pensato bene di prendersi a mazzate, anzi letteralmente a tavolinate, devastando gli esterni di un locale nella centralissima piazza Duomo.

Sfuggono i motivi di con tanto importante simposio, ma pare che le cose non siano andate proprio bene non tanto per i combattenti (chi se ne frega!) quanto soprattutto per l’esercizio commerciale e per gli altri avventori del locale

Qualcuno è stato rincorso dentro al locale medesimo, fra cui un ragazzo italiano che non c’entrava assolutamente nulla con la rissa, ma, scambiato per uno dei virgulti combattenti, ha rischiato una coltellata.

Per fortuna è stato salvato dal Fato che ha aperto gli occhi al bruto e lo ha ricondotto a ragione. Il poveretto era del tutto estraneo, e, accoltellarlo in un locale pubblico davanti a decine di testimoni forse non era la più brillante delle idee.

Stavolta è andata bene, ma la prossima saremo così fortunati?

Un po’ peggio è andata a un cameriere il quale ha schivato una bottiglie di spumante piena lanciata ad altezza uomo da un altro di questi premi Nobel per la pace, colpendo le mani di un collega.

Ancora peggio è andato a diciottenne un tunisino accoltellato al gluteo durante la rissa.

Insomma, una notte di ordinaria follia nella centralissima piazza Duomo ormai in balia di orde di barbari che la sera di capodanno l’hanno eletta a ring per darsele di santa ragione

Come dicevo, sfuggono i motivi della rissa, ma quello che non sfugge affatto è lo stato di stanchezza e prostrazione dei cittadini e degli esercenti ormai vessati da orde di bellimbusti provenienti da altrove tutti pronti per pagarci le pensioni e contribuire al welfare patrio. Solo che, siccome nel frtattempo devono passare il tempo, perchè mai non sfasciare locali prendendosi a botte?

L’esercizio commerciale coinvolto ha già fatto sapere che il prossimo anno non ci pensa nemmeno a tenere aperto per Capodanno, e non fatichiamo a comprenderne le ragioni

Ma a ben vedere il problema è più grave. Se dovessimo essere precisi, quanto accaduto la notte del 31 Dicembre non è un’eccezione violenta rispetto a una regola di pacifica convivenza che regna nel mondo incantato della Firenze plurale di Sara Funaro.

Quello è solo uno – l’ultimo in ordine di tempo – di una serie di eventi analoghi che va in scena a gradazioni diverse praticamente ogni giorno.

La realtà è che l’unica cosa di plurale che c’è a Firenze è, appunto, la pluralità dei reati di cui gli immigrati si macchiano con cadenza praticamente quotidiana. Furti, rapine, scippi, e poi aggressioni, violenze sessuali, risse e quant’altro sono ormai all’ordine del giorno purtroppo e hanno fatto precipitare la città nella classifiche di sicurezza urbana

Un’endemica situazione di insicurezza che spaventa la cittadinanza nel silenzio totale di una amministrazione sempre più sorda e autoreferenziale.

Ebbene la questione non è solo statistica ma ha un impatto sulla popolazione estremamente vivo , pregiudicando il bene più prezioso per ciascuno: la sicurezza personale!

Non importa essere allievi di Maslow per capire che quanto questa è percepita come precaria, tutto il vivere civile viene messo in discussione.

Cioè, qando l’Autorità Pubblica abdica al proprio ruolo di garantire l’incolumità ai cittadino, si aprono le voragini dell’anarchia, il culto dell’Ordine da imporre a ogni costo e con qualsiasi mezzo e la ricerca di qualcuno che, effettivamente, sia in grado di riportare la situazione alla normalità

O, in alternativa, si inizierà a invocare il diritto all’autodifesa anche in questo caso, by any mean necessary. Censurabile? In teoria sì, in pratica no.

La situazione dunque è in ebollizzione, vicina al punto di non ritorno

Il problema non si presta a complesse analisi sociologiche, ma impone soluzioni drastiche ed efficaci.

Quindi, quanto ancora dunque continueranno ad approfittare della nostra pazienza coloro i quali dovrebbero presiedere alla sicurezza cittadina e invece ne fanno strame, o la riconducono a una mera percezione, salvo poi utilizzare il tema contro l’avversario politico?

Qui non è importante il riparto delle competenze in materia (tanto è trasversale), quanto la necessità che si smetta di considerare la città come un porto franco dove bande di immigrati possano regolare i propri conti con violenza armata (seppur di tavolini, altrui)

È vero, paghiamo il frutto di anni e anni di politiche migratorie fatte coi piedi nell’illusione di poter includere e integrare gente che all’integrazione non ci pensa nemmeno.

Masse di sfruttatori che non hanno alcun diritto di stare qui e che devono essere rimandate da dove sono venute avendo fallito la sfida della convivenza pacifica.

Tra l’altro, situazione risalente che oggi dà i suoi frutti malati in un moltiplicarsi di gang criminali composte da immigrati di seconda generazione, coccolati da chi addirittura vorrebbe semplificare le regole per la concessione della cittadinanza

Tutto vero! Esistono precisi responsabili morali di cotanto scempio
Ma questo non può servire da alibi. Servono misure di repressione efficaci e serve il ripristino del controllo del territorio.

La pazienza è finita! Serve normalità, serve buon senso. A Firenze come altrove!

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Tags: CLANDESTINIFIRENZEPIAZZA DUOMOPRIMO PIANORISSA
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