Big Mama e la vera body positivity, dimagrire non è un tradimento
Big Mama è stata presa in giro.
Offesa.
Derisa sui social
Il motivo? È dimagrita.
Ed è qui che il dibattito sulla body positivity mostra tutte le sue contraddizioni, se non addirittura la sua ipocrisia.
Per anni Big Mama è stata simbolo forte, autentico, potente di accettazione del corpo, di rottura degli stereotipi, di libertà dall’idea tossica di un solo modello possibile.
Oggi, però, la stessa comunità che dice di difendere quei valori sembra processarla perché ha cambiato il suo corpo
Come se dimagrire fosse una colpa.
Come se prendersi cura di sé fosse un tradimento.
Come se la libertà valesse solo a senso unico.
Ma la vera body positivity non è un recinto ideologico.
Non è un obbligo a restare come si è per “coerenza”.
È, al contrario, il rifiuto del giudizio sul corpo altrui
Il corpo è nostro.
E la libertà è anche questo, decidere di cambiarlo, modificarlo, ascoltarlo.
Dimagrire o ingrassare. Allenarsi o no. Esporsi o coprirsi.
Ogni scelta è legittima se nasce da un equilibrio tra mente e corpo
Il punto non è l’estetica.
Il punto è la salute.
Fisica e mentale.
L’unica missione che dovrebbe accomunarci è quella pro-salute, non pro-standard
Perché il valore di una persona non aumenta né diminuisce con una taglia, con un numero sulla bilancia o con una foto prima/dopo.
E infatti c’è un equivoco ancora più profondo che continua a inquinare ogni discussione sul corpo, sul cambiamento, sulla body positivity,l’idea che la bellezza coincida con una forma.
Magra, grassa, media
Come se fosse una categoria misurabile, un dato statico, una fotografia.
Ma la bellezza, quella vera, è un concetto molto più complesso.
E soprattutto molto più umano.
La bellezza di una persona non sta solo nel corpo che abita, ma nel modo in cui lo vive
Nel modo in cui sorride.
Nel modo in cui entra in una stanza.
Nel modo in cui ascolta, enfatizza, accoglie.
Nel modo in cui sa essere presente.
Nel modo in cui ama.
Nel modo in cui crede in ciò che fa.
È qualcosa che passa dallo sguardo, dalla voce, dall’energia
È coerenza tra quello che si è e quello che si mostra.
È autenticità.
Ridurre la bellezza a un peso sulla bilancia è una scorciatoia povera
E spesso è anche una difesa, giudicare l’esterno per non guardare dentro.
Ognuno ha i propri canoni estetici.
Ognuno, se vuole, può giocare con il proprio aspetto.
E questo non intacca il talento, la personalità, la professionalità, la capacità di stare al mondo e con gli altri
Anzi, spesso chi giudica il corpo altrui, soprattutto quando cambia, sta combattendo una battaglia interna molto più profonda.
Il giudizio, quasi sempre, parla di chi lo esprime. Non di chi lo subisce.
Big Mama resta Big Mama.
Con lo stesso coraggio, con la stessa voce, con la stessa forza
E se la body positivity vuole avere ancora un senso, deve ricordarsi una cosa semplice ma rivoluzionaria:
la libertà vale anche quando non ci piace la scelta dell’altro.
Spostiamo lo sguardo dal corpo alla persona.
Dal giudizio all’ascolto.
Dall’apparenza alla relazione
È su questo che dovremmo tutti lavorare.
Non per diventare “più belli” secondo qualcuno,ma per diventare più interi secondo noi stessi.
Perché la bellezza, quella che resta, non è mai solo una forma
È un modo di stare al mondo, ognuno cerchi e trovi il suo.
