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Home L'Editoriale

Benvenuti nella vera età della vera giovinezza

di Stefania Scarpati
15 Settembre 2026
In L'Editoriale
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Benvenuti nella vera età della vera giovinezza
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Benvenuti nella vera età della giovinezza

Oggi mia figlia comincia il liceo.
Sembra una frase semplice. Un giorno di scuola, uno zaino nuovo, qualche quaderno, nuovi professori e nuovi compagni. E invece, per un genitore, dentro quella frase c’è un piccolo terremoto.

Perché il liceo non è soltanto una scuola

È una porta.

Dall’altra parte comincia quella che forse possiamo chiamare la vera età della giovinezza, gli anni in cui tutto sembra possibile e, nello stesso momento, tutto appare terribilmente precario.
Arrivano le prime grandi aspettative, le passioni che ancora non hanno un nome, le amicizie che sembrano destinate a durare per sempre e quelle che invece dureranno appena una stagione. Arrivano le prime delusioni vere, le prime responsabilità, le prime decisioni prese senza avere accanto un adulto pronto a indicare la strada.

E soprattutto arrivano i sogni

A quattordici o quindici anni si possiede un privilegio che con il tempo diventa sempre più raro: si può ancora immaginare di diventare quasi qualunque cosa.

Medico, artista, ingegnere, musicista, insegnante, imprenditore, astronauta. Oppure qualcosa che oggi ancora non esiste.

È questa la meraviglia della giovinezza, il futuro non ha ancora una forma definitiva, e proprio per questo può fare paura

I ragazzi di oggi crescono in un mondo velocissimo, che domanda loro continuamente chi vogliono essere.

Devono scegliere, competere, confrontarsi, apparire. Attraverso uno schermo possono vedere in pochi minuti migliaia di vite apparentemente perfette e convincersi che la propria sia troppo lenta, troppo normale, troppo incerta.
Eppure l’incertezza non è un difetto della giovinezza.
È la sua materia prima.
A questa età bisogna poter cambiare idea. Bisogna innamorarsi di qualcosa e magari abbandonarlo sei mesi dopo. Bisogna sbagliare amicizie, materie, giudizi e qualche volta perfino sogni. Bisogna poter dire “da grande farò questo” e, qualche anno dopo, sorridere ricordandolo.

Noi adulti vorremmo proteggerli dalla precarietà

Vorremmo consegnare loro una mappa precisa, questa è la strada giusta, qui troverai lavoro, qui sarai felice, qui non soffrirai.
Ma quella mappa non esiste.
Possiamo però dare loro qualcosa di forse più importante: la certezza di avere un porto sicuro nel quale tornare mentre imparano a navigare.
Stamattina, davanti ai cancelli dei licei, entreranno migliaia di ragazzi. Qualcuno sarà emozionato, qualcuno impaurito. Qualcuno farà finta che non gliene importi nulla. Qualcuno avrà già deciso cosa vuole diventare e qualcun altro non ne avrà la minima idea.
Va bene così.

Non chiediamo loro di conoscere già la destinazione quando stanno appena cominciando il viaggio

A mia figlia, e idealmente a tutti i ragazzi che iniziano il liceo, auguro soprattutto questo: siate curiosi.
Studiate, certo. Impegnatevi. Ma guardate anche fuori dai libri. Fate domande. Leggete ciò che nessuno vi obbliga a leggere. Ascoltate persone diverse da voi. Difendete le vostre idee, ma conservate il coraggio di cambiarle. Coltivate amicizie vere. Innamoratevi della conoscenza prima ancora che dei voti.

E non abbiate troppa fretta di diventare adulti

Ci arriverete comunque.
Questi anni, invece, non torneranno.
Saranno anni rumorosi, fragili, magnifici, qualche volta incomprensibili. Ci saranno giornate in cui vi sembrerà che tutto sia consentito e altre in cui penserete che nulla sia possibile.
In mezzo a queste due sensazioni costruirete, poco alla volta, voi stessi.
E cosi Sveva entra al liceo.

Io la guardi andare, uscire dalla porta di casa, probabilmente con quella strana miscela che conoscono bene i genitori, orgoglio e nostalgia, fiducia e un filo di paura

Poi toccherà a lei.
Perché arriva un momento in cui noi possiamo soltanto restare qualche passo indietro e lasciare che siano loro a scegliere la strada.
In bocca al lupo ragazzi!

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Tags: GIOVANILICEOMediePRIMO PIANOSCUOLA
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