Basta Far West nelle scuole: prevenzione e repressione
Dopo l’omicidio di Youssef Abanoub
Se a scuola si viene accoltellati a morte da un compagno, come accaduto all’Istituto Chiodo-Einaudi di La Spezia dove il giovane Youssef Abanoub è stato tragicamente ucciso da un altro studente di 18 anni, non si tratta più solo di scuola ma di un Far West che invade le nostre aule.
Se fosse un episodio isolato, potremmo parlare di una semplice tragedia
Purtroppo, come appare evidente oggi, questi fenomeni non sono episodici: fortunatamente gli omicidi restano rari, ma il possesso e l’uso di armi da taglio da parte dei giovani sono in preoccupante aumento
La politica ha il dovere di intervenire con urgenza.
Prevenzione come priorità
La prevenzione richiede un’educazione profonda, con la presenza costante di famiglie e istituzioni.
Bisogna trasmettere una mentalità fondata su un sistema valoriale chiaro, che faccia comprendere il valore della vita, della libertà e il sacro rispetto per gli altri
Nulla è più atroce di un giovane che spezza un’altra vita giovane: rovina la propria esistenza e quella della vittima, distrugge due famiglie e simboleggia il fallimento della società.
Questo vale per i ragazzi della nostra cultura come per chi arriva da un’altra: dobbiamo imporre un unico sistema valoriale, legale e umano, vincolante per chiunque viva in Italia, nel rispetto delle nostre leggi e della nostra civiltà.
Repressione ferma e rieducativa
Anche la repressione deve essere seria e immediata. Chi commette un reato così grave merita una pena rieducativa ma senz’altro importante.
Limitare la vendita di coltelli è complesso – quello usato a La Spezia era da cucina – eppure le armi da taglio, le più pericolose e facili da reperire, richiedono pene severissime per chi le porta illegalmente.
La rieducazione deve partire subito: se un ragazzo è sorpreso con un’arma o commette un reato violento, e se grave, va in riformatorio
Altrimenti, il percorso preveda obbligatoriamente un servizio socialmente utile, come volontariato mirato.
Un quattordicenne che deride un compagno disabile lo supporti per due anni in strutture dedicate; chi picchia un più piccolo lavori con loro sotto tutela del tribunale, imparando il valore umano attraverso l’esperienza concreta, senza ruoli amministrativi.
