ANDROIDI & ROBOT: il futuro viene dal passato

ANDROIDE: si narra che Alberto Magno vescovo bavarese del XIII secolo poi canonizzato, avesse costruito una statua di metallo dotata di ragione e favella. Secondo popolari resoconti dell’epoca, questa intelligenza artificiale alchimica, da Alberto chiamata “Androide”, incontrò una morte violenta per mano di Tommaso D’Aquino, allora discepolo di Alberto che aveva seri problemi, sia con l’incessante chiacchiericcio dell’automa, sia con le origini dello stesso, da ricondurre secondo lui a qualche patto diabolico.

A metà del ‘700 l’inventore Jacques De Vaucanson costruì molti automi meccanici. Fu proprio grazie alla popolarità dei marchingegni di Vaucanson che il termine “Androide” entrò nell’uso. Il primo volume dell’Enciclopedia di Diderot e d’Alembert conteneva una lunga descrizione delle macchina di Vaucanson alla voce Androide.

ROBOT: la sera del 25 gennaio 1921, a Praga, gli umani incontrarono per la prima volta i Robot, e dopo li guardarono distruggere la specie. L’evento luogo al teatro nazionale ceco, al debutto di una pièce di Karel Capek: R.U.R. Il titolo sta per “Robot Universali di Rossum” e segna la nascita ufficiale del termine – derivato dal ceco “Rabota” “Lavoro Forzato” – che sarebbe diventato rapidamente un punto di convergenza delle mitologie intrecciate di fantascienza e capitalismo. I Robot di Capek sono “persone artificiali” create per aumentare la produttività industriale.

Exit mobile version