Addio America First? Trump, l’Iran e il grande ritorno dei guerrieri di Washington
Gli Stati Uniti sono impegnati in una guerra contro l’Iran.
Il regime terrorista degli Ayatollah andava colpito e messo nelle condizioni di non rappresentare più una minaccia per gli interessi americani nella regione, per i paesi del Golfo, ma soprattutto, per Israele.
Il merito del Presidente Trump e’ stato quello di aver avuto la forza e il coraggio di colpire un regime criminale, e’ riuscito a fare ciò che in 47 anni nessun Presidente ha avuto il coraggio di fare
Ma, nello stesso tempo, ha avuto il grande demerito di aver condotto in modo pessimo e dilettantesco questa guerra.
La guerra in Iran è diventata anche la realizzazione del sogno di una vita per la maggior parte dei neoconservatori.
Dopo l’11 settembre, ma e’ una mia personale opinione, l’Iran sarebbe dovuto essere l’obbiettivo successivo dopo Afghanistan e Iraq.
Ma poi, visto le difficoltà incontrate in Afghanistan, ma soprattutto in Iraq, il Presidente non poteva certo aprire un terzo fronte.
E non se ne fece più nulla
Donald Trump non ha sconfitto i neoconservatori.
Donald Trump ha regalato ai neocon la guerra che più sostenevano, e si potrebbe dire che sia diventato lui stesso un neoconservatore.
Oggi, condivide regolarmente sui social media la saggezza di personaggi che ripropongono le idee di George W. Bush e Dick Cheney come Marc Thiessen e di opinionisti filo-israeliani come Mark Levin e Ben Shapiro.
Il Presidente era stato elogiato anche da David Frum, ex consigliere del Presidente Bush e colui che ha coniato il termine “Asse del male” dopo l’11 settembre.
Addio alle voci pacifiste del movimento MAGA come Tucker Carlson e Marjorie Taylor Greene
Benvenuti ai guerrieri Laura Loomer e Lindsey Graham.
E, detto fra me e voi, non e’ che mi dispiaccia molto, anzi.
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