Addio a Paolo Cirino Pomicino, protagonista della Prima Repubblica
È morto ieri, all’età di 86 anni, Paolo Cirino Pomicino, figura di primo piano della politica italiana tra gli anni Ottanta e i primi Novanta.
Ricoverato da alcuni giorni in una struttura sanitaria della capitale, si è spento circondato dai familiari
Esponente di punta della Democrazia Cristiana, Pomicino è stato tra i protagonisti della stagione finale della cosiddetta Prima Repubblica, incarnando un modello di gestione del potere radicato nel rapporto tra politica, amministrazione e territori.
Deputato per più legislature, ricoprì incarichi di governo di rilievo, tra cui quello di ministro della Funzione pubblica e, successivamente, del Bilancio nei governi guidati da Giulio Andreotti
Napoletano, soprannominato “’o ministro”, Pomicino costruì nel tempo una fitta rete di consenso politico, soprattutto nel Mezzogiorno, diventando uno dei volti più riconoscibili della corrente dorotea democristiana.
La sua figura è rimasta tuttavia indissolubilmente legata anche alle vicende giudiziarie emerse durante l’inchiesta di Tangentopoli, che travolse l’intero sistema dei partiti tradizionali.
Coinvolto in diversi procedimenti, riportò condanne per finanziamento illecito e corruzione, segnando una parabola politica che rispecchiò le contraddizioni di un’epoca
Dopo il tramonto della Prima Repubblica, Pomicino tentò più volte il rientro sulla scena politica, partecipando a nuove formazioni centriste e mantenendo una presenza nel dibattito pubblico, anche attraverso interventi e pubblicazioni.
Negli ultimi anni aveva assunto il ruolo di osservatore critico della politica contemporanea, spesso richiamando l’esperienza e i limiti del passato
La notizia della sua scomparsa ha suscitato reazioni nel mondo politico, con messaggi che ne ricordano il peso storico e la capacità di interpretare una stagione complessa della vita istituzionale del Paese.
Con la morte di Pomicino si chiude un ulteriore capitolo della classe dirigente che ha segnato la storia repubblicana italiana, tra consenso diffuso, gestione del potere e crisi profonde che hanno ridefinito gli equilibri della politica nazionale.
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