Addio a Antonino Zichichi: lo Scienziato che Illuminò l’Universo con Scienza e Fede
Antonino Zichichi, uno dei più grandi scienziati italiani del Novecento e figura di immenso spessore intellettuale, ci ha lasciato all’età di 96 anni, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo della fisica, della cultura e della riflessione spirituale.
Nato a Trapani il 5 ottobre 1929, Zichichi ha incarnato con coerenza, coraggio e profondità la convinzione che scienza e Fede non solo siano perfettamente conciliabili, ma si completino a vicenda, rivelando insieme il mistero di un universo creato da un’Intelligenza Suprema e ordinatrice
La sua scomparsa, annunciata l’8 febbraio 2026, chiude un’epoca di genialità al servizio dell’umanità.La grandezza scientifica di un pioniereLa carriera di Zichichi è un’epopea di scoperte e innovazioni che hanno segnato la fisica mondiale. Nel 1965, al CERN di Ginevra, guidò il team che realizzò una delle imprese più rivoluzionarie del secolo: la scoperta dell’antideutone, il primo nucleo di antimateria mai osservato, aprendo nuove frontiere nella comprensione della materia e delle sue simmetrie fondamentali.
Fondatore del prestigioso Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana” a Erice, in Sicilia, trasformò quel piccolo borgo medievale in un polo internazionale di ricerca, ospitando migliaia di scienziati da tutto il mondo per dibattiti su fisica subnucleare, cosmologia e oltre
Promotore instancabile dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, il più grande centro sotterraneo di fisica delle particelle al mondo, Zichichi diresse l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) dal 1977 al 1982, formando generazioni di fisici con un rigore metodologico e una visione profetica.
La sua mente enciclopedica spaziava dalla scala subnucleare – le particelle più piccole dell’universo – a quella galattica, passando per contributi al Fermilab di Chicago e candidandosi persino alla guida del CERN, sebbene ostacolato da dinamiche politiche europee. Autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche, ha lasciato un’eredità che continua a influenzare la ricerca contemporanea, dimostrando che la vera scienza progredisce solo con passione e audacia.
Fede profonda: la certezza razionale del Creatore
Cattolico devoto e profondamente convinto, Zichichi ha sempre proclamato con fermezza e argomentazioni rigorose che l’universo non può essere frutto del caso o di processi ciechi, ma è opera di un Creatore divino, un’Intelligenza Suprema che ne ha progettato l’ordine matematico perfetto. In libri seminali come Perché io credo in Colui che ha creato il mondo, Galileo, Galilei, Divin Uomo e Il Big Bang non è successo, ha smontato con dati scientifici l’ipotesi di un Big Bang casuale, sottolineando l’impossibilità matematica di equazioni così precise senza un Architetto.
“DIO non è un’ipotesi filosofica, è una certezza razionale deducibile dalle leggi della fisica”, ripeteva in interviste e conferenze, criticando ateismi scientisti e visioni darwiniste estremiste prive di basi quantitative solide
Per Zichichi, scienza e Fede non erano in conflitto, ma due ali della stessa aquila: la prima esplora il “come” dell’universo attraverso equazioni e esperimenti, la seconda illumina il “perché” con la rivelazione divina. Combatteva con veemenza le superstizioni moderne – astrologia, parapsicologia, pseudoscienze – definendole “bombe atomiche culturali” che devastano la razionalità umana, mentre esaltava la
Fede cattolica come chiave per comprendere i livelli “subnucleare, nucleare, supranucleare e galattico”
La sua testimonianza pubblica, da divulgatore televisivo negli anni di Michele Guardì a interventi in Vaticano, ha ispirato migliaia di giovani scienziati a non temere Dio, ma a riconoscerlo come il Fondamento di ogni scoperta.Eredità spirituale e culturale per le generazioni futureZichichi non fu solo uno scienziato, ma un apostolo della verità integrale: corteggiato dalla politica – quasi candidato sindaco di Roma nel 2005 e vicino a Silvio Berlusconi nel 2012, incarichi che rifiutò per fedeltà alla missione scientifica – rimase professore emerito all’Università di Bologna, simbolo di integrità.
La sua vita testimonia che il vero genio non si accontenta di formule, ma cerca l’Armonia tra laboratorio e altare, tra telescopi e Bibbia.Nel ricordo commosso di colleghi, allievi e fedeli, Zichichi invita le nuove generazioni a riscoprire questa sintesi feconda: in un’epoca di scientismo aggressivo e relativismi, il suo esempio brilla come una stella polare
Riposi in pace, genio credente, che ha dimostrato con la vita intera che l’universo canta la Gloria del suo Creatore.
