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Home Economia

I nuovi feudatari, i vassalli, i kapò e i monatti Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti in apertura della sua relazione sul documento

di Maurizio Bianconi
18 Ottobre 2026
In Economia
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I nuovi feudatari, i vassalli, i kapò e i monatti  Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti in apertura della sua relazione sul documento
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I nuovi feudatari, i vassalli, i kapò e i monatti

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti in apertura della sua relazione sul documento economico alla Camera ha ironizzato sulla scarsa presenza dei parlamentari. Lodi unanimi dal mainstream. Si dice che i parlamentari presenti fossero una decina. Dieci di più di quanti avrebbero dovuto esserci.

Il ministro, uomo benvisto da Mario Draghi e Sergio Mattarella è la migliore espressione del contabile ideale per azionare e tenere a bada quello che molti chiamano il ‘pilota automatico’ della politica economico / finanziaria del governo

A significare che viene messo in pratica il sistema che prevede che i provvedimenti, le scelte, la tattica e le strategie governative su economia e finanza non seguano le necessità del paese, ma i diktat dell’UE, braccio armato della speculazione mondiale. Per gli immemori si ricorda: ‘In Europa i vincoli internazionali della finanza e dei mercati, le decisioni che vengono prese a Bruxelles o a Francoforte, restringono i margini di azione della politica nazionale e costringono i partiti a occuparsi d’altro'( corsera antonio polito 2022)

Allora meglio rimanere a casa a preparare il terreno per le preferenze prossime venture

Il dato incommentabile di tutto questo è che il ministro ironizzi sulle defezioni altrui e non sulle proprie.
Non depone bene compitare le decisioni prese altrove, quando si è ministri di uno stato sovrano. Siamo alla pagliuzza e la trave. Soltanto che la trave non è soltanto nell’ occhio del ministro. Essa è infissa nel cuore dell’interesse nazionale e nelle risorse di un paese di democrazia (?) liberale che annovera come ci dice in questi giorni l’ISTAT il 10% della popolazione in POVERTÀ ASSOLUTA .5,4 milioni di persone che non sanno come nutrirsi e arrivare a  sera.

Con le loro famiglie, 2,1 milioni

Quello che indigna ancora di più che di queste persone infelici   il 14,3%  ha un lavoro e che ci sono fra loro 1 milione e 100.000 minori. Dati da non dormire la notte. Inverosimili per un sistema che vanta come principio fondamentale lavoro e benessere per tutti. Costui dimentica che Enel ha dichiarato 7 miliardi di euro di utili e Banca Intesa 20 miliardi. In due ben più delle risorse di una Finanziaria. Dimentica che la correzione di queste storture spetterebbe al governo e segnatamente al ministro che ironizza mentre tiene la contabilità che viene redatta altrove.

Di che panni si vestano questi ascari della speculazione e delle banche, dietro facce di bronzo neppur rassicuranti ce lo ha mostrato senza alcun imbarazzo Paolo Gentiloni Silveri, già premier e commissario europeo, uomo che fa la guardia al bidone di benzina piddino per conto della finanza e del suo fratello di appartenenza, oggi primo mossiere sul campo, Enrico Letta

In evidente timore che Giorgia Meloni riacquisisse quel coraggio millantato, ma chiuso nei cassetti dell’Aspen Institute, dichiarò in tv ‘Mettersi contro l’Unione Europea lo vedo molto complicato. Per le conferme telefonare a Orban in Ungheria’. Evidente arrogante minaccia satrapica, terrorismo verbale da rabbrividire. Ma sono fatti così: un sottilissimo guanto di velluto, ma appena appena , e poi più che pugno di ferro, mazzate  da razza padrona.

L’Italia segue l’andazzo di un fallimento generale. Le politiche mondiali  seguono logiche alla Kissinger: le intese si fanno fra i grandi del mondo

Il resto è zavorra a perdere. In pieno accordo USA Cina e Russia, accertata l’impossibilità pratica di far assidere fra i grandi UK e UE, le hanno unanimemente destinate al vassallaggio economico. Le sinistre, in una miopia inconsapevole sodali come le destre di questo scempio, si attardano sul presunto fascismo redeunte e le cosiddette destre sulla minaccia comunista. Roba fasulla nei confronti del vero tema. Sfuggire al destino predisposto per noi, prendere il coraggio a 4 mani e fare l’interesse del paese.

Se si celebrassero a sconfitta avvenuta processi tipo Norimberga quali sarebbero le imputazioni?

Tradimento dell’interesse nazionale, sottomissione agli interessi della speculazione mondiale, asservimento a poteri estranei e stati stranieri,spesa di miliardi per armi e cervellotiche rivoluzioni verdi, mentre il popolo precipitava nella miseria e nel blocco delle attività e nell’annullamento dei diritti e dei servizi basici.
Questo a sommi capi il decreto di citazione.Poi si potrebbero aggiunte delle subordinate.

Alle opposizioni fautrici di queste politiche spetterebbe come ai governativi un posto nel banco degli imputati

Ai capi  hinc et inde le aggravanti di rito.
Nè varrebbe come attenuante il presunto successo per la riduzione del prezzo del gas.Si sappia che nel migliore dei casi e solo per alcuni fra qualche mese e a tempo determinato  il massimo del beneficio sarebbe 10/15 euro mese.  Roba da ridere, meglio da piangere.

Specialmente quando le casse nazionali rigurgitano di risorse a pronto uso : subito 80 mld a medio 180, più i 36,5 mld ricavati dai balzelli sull’aumento degli idrocarburi.
Inoltre  la ricchezza privata disponibille cash per un volontario e redditizio impiego è pari a circa 1500 mld

Basterebbe il coraggio promesso da un lato e essere veramente dalla parte dell’Italia e di chi soffre, per entrambi.
Invece , d’accordo, si son chiusi dentro il castello pretendendo 6000 firme a collegio per competere a chi lo vorrebbe. Vergogna incancellabile.

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