«Saggezza digitale» tra i banchi: la Provincia di Pisa mette in rete l’innovazione didattica delle scuole superiori
Il presidente Massimiliano Angori ad Adhoc News: «La tecnologia è uno strumento di pensiero e di cittadinanza, non un fine». Formazione docenti, infrastrutture, competenze critiche sull’IA e governance multilivello le priorità indicate.
Il framework
Le Logge dei Banchi hanno ospitato venerdì 9 ottobre, dalle 10:30 alle 12:30, il panel «Innovare a scuola. Esperienze e strategie delle scuole secondarie superiori di II grado della provincia di Pisa». L’appuntamento, promosso dalla Provincia di Pisa nell’area tematica “Lo Sportello – Pubblica Amministrazione”, si è inserito nel palinsesto dell’Internet Festival 2026.
La parola chiave dell’edizione, #saggezza, rimanda a un modello di innovazione governata: consapevolezza, responsabilità e capacità di indirizzare la trasformazione tecnologica, anziché subirla. In questo contest la testata giornalistica Adhoc News ha approfondito con il presidente della Provincia, Massimiliano Angori, le linee di indirizzo dell’ente in materia di innovazione didattica e cittadinanza digitale.
La tecnologia come mediatore, non come fine
Per Angori la «saggezza», calata nella pratica didattica, coincide con un approccio centrato sulla persona. «Per noi saggezza significa usare la tecnologia come strumento di pensiero e di cittadinanza, non come fine», spiega. Il dispositivo digitale è dunque un mediatore cognitivo, non l’obiettivo dell’apprendimento: «Gli studenti non hanno inseguito l’ultimo software», osserva il presidente.
Gli studenti hanno invece lavorato sulla produzione di contenuti multimediali, tra video, podcast e narrazione a fumetti, come strumenti di elaborazione critica di temi ad alta complessità sociale. Al centro dei progetti la violenza di genere, il razzismo sonoro e il reinserimento sociale dopo l’esperienza detentiva.
Ne emerge un impianto di didattica per competenze in cui alfabetizzazione mediatica ed educazione civica si integrano. «Il senso critico e l’attenzione alla persona vengono prima del dispositivo», sintetizza Angori, richiamando il filo conduttore dell’edizione: orientare il progresso con responsabilità, senso critico ed etica.
Innovazione curricolare, non evento
Il panel ha coinvolto circa 70 studentesse e studenti, affiancati da docenti e dirigenti scolastici, in rappresentanza di sei istituti del territorio: il Montale di Pontedera, il Russoli di Cascina, il Da Vinci-Fascetti, il Carducci, il Dini e il Galilei-Pacinotti. Gli elaborati sono rimasti in esposizione nello stand della Provincia fino a domenica 11 ottobre.
L’elemento qualificante, secondo il presidente, è la genesi dei progetti. «Il valore aggiunto è che sono nati dentro le normali attività didattiche, non come eventi isolati», sottolinea Angori. Si tratta quindi di percorsi incardinati nella programmazione curricolare ordinaria. Un dato che depone a favore della sostenibilità e della replicabilità dei modelli sperimentati.
Quattro direttrici per governare il cambiamento
«La velocità del cambiamento è la sfida principale, in particolare con l’intelligenza artificiale», afferma Angori. Il presidente individua quattro ambiti di intervento prioritari per il sistema scolastico e istituzionale:
- Sviluppo professionale dei docenti. Serve una formazione continua e sistemica, che superi la logica dei corsi episodici.
- Infrastrutture e ambienti di apprendimento. Edifici, connettività e laboratori devono essere adeguati ai nuovi bisogni. «Qui la Provincia ha una responsabilità diretta», precisa il presidente, in quanto ente competente per l’edilizia scolastica secondaria di secondo grado.
- Competenze critiche. Valutazione dell’attendibilità delle fonti e uso consapevole dell’IA, in un’ottica di alfabetizzazione informativa e algoritmica.
- Governance multilivello. Scuola, Provincia, Regione, università e centri di ricerca sono chiamati a operare in rete. L’Internet Festival, nato dalla collaborazione tra questi soggetti, ne rappresenta per il presidente un modello applicato.
Cittadinanza digitale come investimento civico
Il messaggio conclusivo del presidente si articola per destinatari. Ai giovani ricorda che «la tecnologia non è neutra» e che spetta a loro determinarne gli usi, perché, aggiunge, «avete idee e linguaggi che meritano ascolto». Alle famiglie restituisce l’immagine di una scuola territoriale capace di innovare e di trattare tematiche complesse con rigore metodologico e creatività.
Alla cittadinanza, infine, consegna una prospettiva di costruzione condivisa: «Il digitale sarà più giusto se lo costruiamo insieme». Un ecosistema più equo passa dal contrasto a stereotipi e discriminazioni, comprese quelle di genere, anche negli ambienti online. La consapevolezza digitale maturata oggi a scuola diventa così il presupposto del senso civico dei cittadini adulti di domani.
Considerazioni conclusive
L’intervista condotta con il presidente della Provincia di Pisa mette in evidenza un modello di innovazione didattica che integra il digitale nella programmazione ordinaria e mette al centro pensiero critico ed educazione civica. Sul versante istituzionale, la sfida resta strutturale: investimenti infrastrutturali, formazione continua e cooperazione tra enti come condizioni per governare la transizione digitale, anziché subirla.
Ringraziamo il presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori per l’intervista rilasciata alla nostra testata giornalistica.
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