• Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
oAdHoc News Quotidian
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
AdHoc News Quotidiano
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home L'Editoriale

Il desiderio di essere: identità e libertà nel tempo dell’omologazione

di Daniela Simonetti
25 Settembre 2026
In L'Editoriale
0
generazione
7
VISITE
CondividiTwitta

Il desiderio di essere: identità e libertà nel tempo dell’omologazione

In un’epoca che ci chiede continuamente di apparire, Giorgia Meloni parla ai giovani di desiderio, inquietudine, identità e appartenenza. Al di là della politica, resta una domanda che riguarda tutti: quanto di ciò che siamo lo abbiamo scelto davvero?

C’è un passaggio nel discorso pronunciato da Giorgia Meloni alla chiusura di Fenix che va oltre il perimetro della politica e intercetta qualcosa di profondamente contemporaneo: il bisogno di capire chi siamo in un tempo che sembra chiederci continuamente chi vogliamo sembrare

Meloni parte da una parola semplice e potentissima: desiderio.

«Il desiderio è inquietudine, ricerca, è fatica, è cammino», dice. E lo contrappone alle cose facili, all’omologazione, a quella tranquillità che rischia di essere conquistata sacrificando una parte della propria libertà.

È un pensiero che merita di essere ascoltato anche fuori dalle appartenenze politiche, perché riguarda soprattutto una generazione cresciuta dentro un paradosso: non siamo mai stati così liberi di mostrarci e, forse, non siamo mai stati sottoposti a una pressione altrettanto forte ad assomigliarci

Gli stessi contenuti attraversano milioni di schermi. Gli stessi modelli diventano desiderabili. Gli algoritmi imparano ciò che ci piace, ci suggeriscono cosa guardare, cosa ascoltare, perfino cosa potrebbe interessarci prima ancora che siamo noi a cercarlo.

E allora il desiderio autentico diventa quasi un atto di resistenza.

Perché desiderare significa non essere ancora arrivati. Significa cercare. Sbagliare. Cambiare strada. Significa accettare quella dose di inquietudine senza la quale difficilmente si costruisce qualcosa che ci appartenga davvero.

È qui che il discorso incontra un’altra parola fondamentale: identità

L’identità non come recinto, non come rifiuto dell’altro, ma come consapevolezza di ciò che siamo. Perché soltanto chi possiede qualcosa di proprio può davvero incontrare qualcosa di diverso senza averne paura.

Poi arriva forse il passaggio più efficace: «In un tempo nel quale tutti vi dicono che dovete fondamentalmente apparire, voi avete scelto di appartenere. Sono due concetti molto diversi».

Ed è difficile non riconoscere in questa contrapposizione qualcosa del nostro presente

Apparire è immediato. Appartenere richiede tempo.

Apparire può bastare per un istante. Appartenere significa esserci anche quando nessuno guarda. Significa costruire relazioni, assumersi responsabilità, accettare il peso e insieme la bellezza di sentirsi parte di qualcosa.
Naturalmente, nel resto dell’intervento Meloni porta questi concetti dentro una precisa visione politica. Ed è proprio lì che le opinioni possono legittimamente dividersi.

Ma prima della politica rimane la domanda umana

Che cosa desideriamo davvero, quando nessuno ci guarda?

Che cosa resta della nostra identità quando togliamo l’approvazione degli altri, le aspettative, le mode, i numeri, i “mi piace”, il bisogno continuo di essere riconosciuti?

Forse il coraggio di cui abbiamo più bisogno oggi non consiste nel gridare più forte degli altri. E nemmeno nel voler essere diversi a tutti i costi.
Consiste nel concedersi la fatica di diventare se stessi.
Perché il desiderio è inquietudine, ricerca e cammino. L’identità è ciò che incontriamo lungo quel cammino. E la libertà, forse, comincia proprio quando smettiamo di avere paura di non essere tutti uguali.

Leggi anche:

https://www.adhocnews.it/

www.facebook.com/adhocnewsitalia

SEGUICI SU GOOGLE

Tags: GIORGIA MELONIGIOVANIIN EVIDENZALIBERTA'Omologazione
Articolo precedente

Franchi tiratori, elezioni anticipate e il nodo Vannacci: tutti gli scenari sulla crisi del governo Meloni

Prossimo articolo

Vince le elezioni ma viene escluso: il blocco dei partiti contro Die Linke nella Berlino post-voto

Prossimo articolo
berlino

Vince le elezioni ma viene escluso: il blocco dei partiti contro Die Linke nella Berlino post-voto

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Contatti e informazioni AdHoc News
  • Partners & Advertising
  • Privacy policy
  • Cookie policy

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.