CENTROSINISTRA: L’ALTRA PARTE DELLA SCACCHIERA
Lo spettro delle primarie
Prosegue il nostro viaggio nella partita a scacchi della e nella politica italiana, Stavolta ci spostiamo dall’altra parte della scacchiera, versante centrosinistra.
Qui la partita non è meno complessa dell’altra, anzi, per certi aspetti è ancora più dura, addirittura con rischi di stallo.
Il pericolo, assai reale di stallo, nasce dall’incombente spettro delle primarie. La Schlein non le vuole, forte di essere la guida del primo partito dell’opposizione. All’opposto Conte le ha messe in cima ai desiderata, quasi una pregiudiziale, forte del responso di quasi tutti i sondaggi, che lo vedono prevalere sulla segretaria del PD.
Muro rosso o campo larghissimo?
Altra questione non meno spinosa è quella del perimetro del CSX. Ci si ferma al “muro” invocato da Fratoianni e C, ovvero quello fatto solo da tutte le sfumature della sinistra, oppure si apre al campo larghissimo, che arrivi fino a Renzi, quasi un corpo estraneo, ma pur necessario per vincere?
Dietro queste importanti variabili tattiche si colloca la questione programmatica, sia in politica interna che estera: comprendere le parole d’ordine del vetero marxismo ( “espropri”delle case non affittate, patrimoniale e chi più ne ha più ne metta… ) oppure rimanere nel campo più soft della sinistra liberal, propensa a conciliare gli interessi della grande borghesia con i massimalismi assoluti di Landini?
Ed ancora: ritornare all’indietro ripristinando il reddito di cittadinanza ( magari con la fallimentare brutta copia realizzata in Toscana ) oppure investire su altri scenari economici di matrice lib-lab?
Politica estera comune cercasi
Su tutte poi il “macigno” della politica estera, di cui ci interessa cogliere almeno due aspetti emblematici: la questione medio- orientale e la guerra tra Ucraina e Russia.
In realtà gli elementi di divisione sarebbero molteplici, ma questi due sono dirompenti.
Nel blocco dell’opposizione è fortemente radicato un atteggiamento solidale con le istanze della Palestina. In alcuni settori, non mancano però storici collegamenti con Israele, al di là dell’attuale leadership politica nel Paese.
Ancor più divaricata la posizione sul fronte dell’Europa Orientale: difesa dell’Ucraina come baluardo contro l’imperialismo putiniano o atteggiamento più equidistante e di fatto sbilanciato verso la Russia?
Calenda e la scommessa sul lose-lose
Ci sono poi i battitori liberi, che potrebbero rendere impossibile ogni pronostico.
Il già citato Renzi, sicuramente a rischio 3%, che sa bene di giocare una partita decisiva per il suo futuro. Indeciso se tirare troppo la corda o, pur pagando un prezzo altissimo, entrare nell’alleanza di sinistra. Tirare la corda vorrebbe dire “ballare da solo”, magari insieme con alcune schegge più piccole in cerca d’autore, visto che la porta di Calenda è sprangata.
E parlando appunto del leader di Azione, che intende rimanere da solo nella “terra di mezzo”, ma con i numeri per superare lo sbarramento del 3%, da notare il suo esplicito disegno. Gli inglesi lo riassumerebbero con le parole lose-lose ovvero fare in modo che nessuno dei due schieramenti arrivi alla soglia del premio di maggioranza. In tal modo, visto che saremo in regime di proporzionale, tutti i voti rientrerebbero in gioco.
Come si vede:”Se Atene piange, Sparta non ride”.
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