Nella casa del Sommo Poeta
Viaggio nella Casa Museo di Dante di Firenze, tra pietre medievali, esilio e Divina Commedia
C’è una via, nel cuore più antico di Firenze, dove il tempo sembra essersi fermato al Duecento: si chiama via Santa Margherita e al numero 1 custodisce quella che era la casa natale di Dante Alighieri. Oggi vi sorge il Museo Casa di Dante, tappa imprescindibile per chiunque voglia respirare l’atmosfera in cui nacque, nel 1265, il padre della lingua italiana.
Attraversare le stanze della Casa Museo di Dante significa immergersi nella Firenze comunale del XIII secolo, la stessa che il Sommo Poeta attraversò da uomo, da soldato, da politico e, infine, da esule.
Una città in miniatura: Firenze al tempo di Dante
Il percorso di visita si sviluppa su tre piani, e fin dal primo si respira la volontà di ricostruire non solo la biografia dell’uomo, ma l’intero tessuto sociale e urbano in cui visse: la Firenze dei sesti e delle torri gentilizie, delle corporazioni delle arti e mestieri, del fiorino d’oro che proprio in quegli anni si stava affermando come moneta di riferimento in tutta Europa.
Dante, come ogni cittadino che volesse partecipare alla vita politica del Comune, dovette iscriversi a una corporazione: scelse quella dei Medici e Speziali, la stessa a cui appartenevano anche i pittori. Il museo dedica ampio spazio a questo aspetto meno noto della sua biografia, insieme agli strumenti e ai simboli del lavoro artigiano e mercantile che fecero la fortuna della città sull’Arno.
Guelfi e Ghibellini, la spada e la politica
Non tutti sanno che Dante fu anche un soldato: nel 1289 combatté nella battaglia di Campaldino, nella piana del Casentino, tra i guelfi fiorentini e i ghibellini di Arezzo: uno scontro che segnò profondamente la sua formazione e che il museo racconta attraverso armature, armi e una suggestiva ricostruzione degli schieramenti in campo.
La sezione dedicata allo scontro è tra le più immersive del percorso: vengono ripercorse le fasi della battaglia e la divisione politica di una Firenze lacerata dalle fazioni, un conflitto che di lì a poco avrebbe travolto lo stesso Dante, allora inserito nel partito guelfo, ma destinato a pagare a caro prezzo la spaccatura interna tra guelfi bianchi e guelfi neri.
Beatrice e la Vita Nuova
Ma la Casa di Dante non è solo politica e battaglie. È anche, e soprattutto, il luogo dell’amore che ha attraversato i secoli: quello per Beatrice Portinari, la donna che Dante avrebbe incontrato —secondo la tradizione — nella vicina chiesa di Santa Margherita de’ Cerchi, a pochi passi dal museo. Fu lei a ispirargli la raccolta di liriche della Vita Nuova e a diventare, nella Divina Commedia, la guida che accompagna il poeta fino al Paradiso.
Ancora oggi la chiesa di Santa Margherita è meta di pellegrinaggio romantico: sulle sue pareti si accumulano bigliettini lasciati da innamorati e appassionati di poesia, in un rito informale che dura da decenni e che lega indissolubilmente il quartiere alla leggenda della musa dantesca.

L’esilio e la condanna: la ‘sala politica’
Nella “sala politica” sono esposti i documenti che raccontano la condanna e l’esilio perpetuo di Dante, allontanato da Firenze nel 1302 con l’accusa di baratteria e costretto, pena il rogo, a non fare mai più ritorno in città senza aver pagato una multa salatissima.
Da qui iniziò un peregrinare lungo quasi vent’anni, tra corti e signorie del centro-nord Italia, che si concluse a Ravenna nel 1321, dove il poeta morì e dove tuttora riposano le sue spoglie. Una beffa della storia che il museo non manca di ricordare: soltanto nel giugno del 2008, quasi settecento anni dopo la sua morte, il Comune di Firenze ha formalmente revocato la sentenza di condanna. Ma le ossa di Dante, nonostante le tante richieste, non hanno mai fatto ritorno nella città natale.
Nel museo è presente una camera da letto in stile tardo-trecentesco, un piccolo squarcio sulla vita quotidiana dell’epoca che permette al visitatore di immaginare gli ambienti domestici in cui si consumava l’esistenza di un fiorentino del Medioevo, ben lontana dagli sfarzi rinascimentali che la città avrebbe conosciuto solo più tardi.

Inferno, Purgatorio, Paradiso: il viaggio nella Commedia
Il percorso si apre definitivamente sull’opera che ha reso Dante immortale: la Divina Commedia, tradotta in 49 lingue ed in 22 dialetti.

Durante la visita il museo abbandona il registro storico-documentario per farsi più evocativo, quasi teatrale, accompagnando il visitatore lungo le tre cantiche attraverso immagini, illustrazioni e apparati multimediali.

Le pareti si popolano delle immagini più celebri dell’immaginario dantesco — i gironi infernali, la montagna del Purgatorio, i cieli del Paradiso — in un crescendo che culmina in un’installazione immersiva intitolata ‘L’Amor che move il sole e l’altre stelle’, pensata per far vivere al visitatore, tra suggestioni visive e sonore, l’ascesa ultraterrena del poeta accanto a Beatrice.

Un museo che guarda al futuro
Rinnovato nel 2020 con un allestimento tecnologico e multimediale, il Museo Casa di Dante ha saputo rinnovarsi senza perdere il proprio spirito didattico: tavoli interattivi, proiezioni immersive e persino un ologramma che restituisce il volto del poeta a trecentosessanta gradi convivono con i documenti storici e le ricostruzioni più tradizionali. Un equilibrio che rende la visita adatta tanto agli appassionati di letteratura quanto alle famiglie con bambini, capace di restituire un affresco insieme rigoroso e coinvolgente del Medioevo fiorentino.

La vista sui tetti di Firenze
Non è un caso che molti visitatori scelgano di concludere il percorso affacciandosi dalle piccole finestre che si aprono sugli ultimi ambienti del museo: da qui lo sguardo corre sui tetti in cotto del centro storico, sulle torri medievali che punteggiano ancora oggi il profilo della città, fino a scorgere in lontananza la Torre di Giotto, la cupola del Brunelleschi ed il Battistero di San Giovanni, dove fu battezzato il Sommo Poeta. Il “bel San Giovanni“, citato nel XIX canto dell’Inferno, con i suoi splendidi mosaici dorati è uno dei monumenti più antichi e sacri della città.
Leggi anche:
SEGUICI SU GOOGLE
