Deindustrializzazione in Toscana: la politica regionale continua a non invertire la rotta
In Toscana il tema della deindustrializzazione torna a intrecciare economia e politica, riaccendendo il confronto tra opposizione e maggioranza regionale guidata dal Partito Democratico.
La proposta avanzata da Fratelli d’Italia in Consiglio regionale mirava all’istituzione di una commissione speciale dedicata al monitoraggio del processo di progressiva riduzione della base industriale toscana, con l’obiettivo di individuare strumenti specifici di sostegno al manifatturiero e alle piccole e medie imprese
Un’iniziativa che, secondo l’opposizione, nasceva dalla necessità di affrontare in modo più diretto un fenomeno considerato strutturale e sempre più rilevante per la tenuta economica del territorio.
La maggioranza di centrosinistra ha però respinto la proposta, scegliendo di ricondurre il tema all’interno degli strumenti e delle politiche industriali già esistenti.
Una scelta che l’opposizione legge, giustamente, come l’ennesima conferma di un’impostazione che tende a incanalare questioni strutturali in contenitori amministrativi già consolidati, senza introdurre nuovi strumenti specificamente orientati a invertire il processo in atto
Secondo questa impostazione critica, il rischio è che la deindustrializzazione venga affrontata con schemi già utilizzati in passato che non hanno prodotto risultati sufficienti a modificare la traiettoria del sistema produttivo regionale, mentre la pressione su imprese, occupazione e competitività continua ad aumentare.
La maggioranza difende invece il proprio approccio, sostenendo che gli strumenti di programmazione economica già attivi siano adeguati a gestire la trasformazione in corso, evitando sovrapposizioni istituzionali e nuove strutture dedicate
Alla luce del confronto politico, la linea della maggioranza continua a poggiare su strumenti già sperimentati che non avrebbero prodotto gli effetti sperati, mentre il tessuto industriale regionale mostra segnali di crescente difficoltà.
Una scelta miope sennò cieca poiché le politiche adottate finora non sono state assolutamente sufficienti a invertire il processo di deindustrializzazione che si trova ormai in fase avanzata e strutturata
Chi governa la regione Toscana sembra non essere interessata alla salvaguardia di un comparto che genera il 20 – 25% del PIL.
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