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Home Politica

Appello per una destra nazional popolare

di Alessandro Scipioni
29 Marzo 2026
In Politica
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Tricolore
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Appello per una destra nazional
popolare

Dopo il referendum ha sancito l’inizio della fase due della legislatura. A destra e il momento di guardare avanti con lucidità, senza ripetere vecchi slogan ma riadattandoli alla realtà di oggi.

La formula giusta è anche la più semplice

Una netta svolta a destra del governo, e Fratelli d’Italia deve respirare in simbiosi con i problemi correnti della vita sociale italiana.

In questo paese c’è bisogno di un sovranismo nazional popolare l’interesse Nazionale al di sopra di tutto.

I vecchi schemi geopolitici sono saltati.

I conflitti in Medio Oriente hanno reso evidente che non esistono alleanze eterne né nemici eterni;esiste solo l’interesse nazionale

Le infrastrutture energetiche danneggiate non si riparano in pochi mesi. Nuovi giacimenti non entreranno in produzione prima di cinque anni. Di fronte a questa situazione, l’Italia deve volare basso, guardare alla pancia.

Se per tenere aperte le fabbriche e riscaldare le case degli italiani serve il gas Rlrusso, va preso senza esitare.

Per gli italiani l’Ucraina non vale bollette più alte. Non accettano di sacrificare il proprio tenore di vita per sostenere cause lontane. L’interesse nazionale viene prima di qualunque altra nazione

Lo stesso pragmatismo deve guidare la politica economica. Gli italiani vogliono tasse basse e lavoro vero, non assistenza perpetua. La sinistra ha puntato sul reddito di cittadinanza e su un welfare che spesso si trasforma in parassitismo sociale.

Una forma di controllo sociale mascherata da solidarietà

La destra deve fare l’opposto. Deve tagliare le tasse alle imprese che assumono, incentivare chi ha voglia di rischiare e creare ricchezza.

La pressione fiscale va abbattuta riducendo drasticamente il peso di uno stato sociale diventato insostenibile.

Tagliando risorse a chi vuole fare il parassita a spese pubbliche

Guerra aperta al parassitismo, aiuti concreti a chi produce sviluppo!
Non si regala il pesce,si insegna a pescare.

L’assistenzialismo è una droga che rende dipendenti; la destra deve liberare le persone, responsabilizzarle ed emanciparle, non controllarle attraverso sussidi.

Se l’economia andrà bene, Giorgia Meloni vincerà agevolmente le elezioni ed allora potrà avviare riforme nette, senza continue mediazioni con alleati timorosi ed opposizioni ostili

Ma per arrivarci serve anche un segnale forte su due fronti che gli italiani sentono come prioritari ossia la sicurezza e l’immigrazione.

Su clandestini e criminalità non si può più mediare. Serve una stretta senza precedenti. Leggi chiare che impediscano per sempre a chi entra illegalmente di acquisire il permesso di soggiorno o, peggio, la cittadinanza italiana. Un solo clandestino è già un clandestino di troppo.

La sinistra gridi pure allo stato di polizia, saranno gli italiani a giudicare !

I soldi pubblici vanno spesi per costruire nuove galere, per rendere sempre più rari gli sconti di pena che umiliano le vittime e premiano i delinquenti.

Quella della clemenza indiscriminata debolezza nazionale che la destra ha il dovere di cancellare una volta per tutte.
C’è poi la questione dei giovani.

I ragazzi non cercano passioni forti, un senso di appartenenza, non sono attratti dalla mediazione

Non saranno mai governativi per indole. Il loro ruolo è quello di pungolo, di spinta ideale. Che si può benissimo costruire a destra perché è stato anche fatto negli anni. Per attrarli c’è comunque bisogno di idee forti, valori sacri, idealismo non negoziabile e soprattutto movimentismo.
Giacca e cravatta non attraggono gli adolescenti o fuori dalle università. La cultura giovanile di destra nei decenni ha scritto pagine molto più belle.

Per questo serve una cultura alternativa a quella dominante da decenni

La sinistra ha sempre finanziato a pioggia i suoi intellettuali, coccolandoli e convertendoli al proprio progetto. Come ricordava Indro Montanelli, gli intellettuali stanno quasi sempre dalla parte più forte e la sinistra ha dimostrato di essere imbattibile nelle epurazioni culturali.

La destra non può permettersi di lasciare questo campo scoperto. Il Ministero della Cultura è uno di quelli su cui non si media.

Bisogna finanziare una narrazione che restituisca orgoglio nazionale, valorizzi la nostra storia, difenda i valori della famiglia tradizionale e dell’appartenenza all’Occidente

Bisogna parlare ai giovani con il loro linguaggio. Fargli capire quanto tutto poggia su di loro perché sono loro il cuore del paese, il futuro dell’Italia esiste solo con loro.

Gli italiani sono in larga maggioranza conservatori su questi temi, ma tornano a partecipare quando vedono una differenza netta.

Famiglia e natalità devono diventare priorità assoluta.

Si tolgano i finanziamenti a cooperative e associazioni ideologizzate e li si diano a chi vuole davvero mettere su famiglia

Mutui agevolati, misure che rendano possibile avere figli senza dover scegliere tra lavoro e genitorialità.

Questo significa essere davvero nazional popolari, incentivare la rinascita del popolo italiano, perché il popolo è la nazione.

Infine, serve riconoscere una verità scomoda, ossia che la partecipazione democratica del popolo alla vita nazionale passa attraverso partiti strutturati, radicati nei territori, rappresentativi delle diverse realtà locali.

Da trent’anni si tenta di smantellare i partiti pensando di fare un favore alla democrazia

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Astensionismo, personalismi, debolezza della vita pubblica.

Perfino i più rigidi difensori della Costituzione sembrano dimenticare che essa prevede proprio i partiti, perché sa che in una repubblica parlamentare la democrazia senza strutture organizzate è un’utopia.

La fase due della legislatura può essere l’occasione per costruire una destra nazional popolare matura, pragmatica e coraggiosa

Una destra che non chieda scusa se difende prima di tutto gli italiani.
Nazione è Popolo e Popolo è Nazione, tutto il resto venga dopo.

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Tags: DESTRAENERGIAITALIANazional PopolarePRIMO PIANO
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