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Home Firenze

La nobiltà fiorentina si è accorta di aver sbagliato

di Niccolò Nesi
18 Febbraio 2026
In Firenze
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fiorentina
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C’è una parte, una parte concreta, dell’alta società fiorentina che per anni ha nutrito il mostro. Quel mostro che da anni, da decenni, da 50 anni governa la città di Firenze.

Già, perché nel capoluogo toscano, l’alternanza di colore politico dei sindaci dell’ultimo mezzo secolo, è oscillata tra PCI, PDS, PD e tutte le altre sigle che hanno sempre identificato il lato sinistro della politica italiana.

Nessuno riesce a scardinare la marea – o mareggiata – rossa che ammanta Firenze di un monocromismo purpureo. E questo per vari motivi.

Le tre anime di sinistra

Ci sono i duri e puri: quelli che “se lo dice il partito, allora è vero!”. Pensare è un concetto complicato. Ci sono i compagni che lo fanno per me. La croce va sempre sulla falce e martello. A prescindere. Magari sono quelli che rispetto di più, perché ancorché con una miopia indotta da un martellamento sistematico nelle varie Case del Popolo, hanno una loro filosofia e la portano avanti un po’ al grido di “o Roma o morte”. Sono quelli che scendono in piazza e che il padrone (non il datore di lavoro), è un pezzo di merda a prescindere. Quelli che è facile fare i comunisti in un paese libero, ma che non hanno idea di cosa significhi provare a pensare liberamente in un paese comunista.

Poi ci sono gli imprenditori, di successo. Quelli che sanno fare due più due, che spesso per loro fa cinque. Bravissimi e organizzati. Come tutti gli imprenditori hanno una visione. Stanno con chi vince. A loro del colore politico, non frega “una beata minchia!”. Finanziano, lautamente, chi vince. E chi vince, si ricorda dei finanziamenti avuti. Perché a sinistra mica sono ingrati. Tutt’altro. E quindi l’imprenditore illuminato sostiene la sinistra perché è al potere di Firenze e della Toscana. Ma loro annusano il vento come bracchi italiani in cerca della starna. E stai sicuro che appena si accorgono che l’egemonia sinistra comincia a perdere colpi, cominciano a finanziare e a far vincere i candidati di destra. Francia o Spagna purché se magna.

E proprio questa frase attribuita a Francesco Guicciardini, mi porta alla terza categoria. L’aristocrazia di sinistra. Quelli che la politica la vedono quasi come una perdita di tempo. Un argomento di cui ragionare con comodo davanti al caminetto nel Chianti. O in Maremma leggendo la Repubblica. Con tono di voce basso, leggermente annoiato. Non si sa perché venga considerato chic essere di sinistra. Ma di una sinistra morbida, sussurrata. Come un bellissimo maglione di cachemere a collo alto. Per loro la politica è un concetto quasi astratto, però sono affascinati da avere sindaci, governatori e assessori ai loro pranzi. Esibiti come animali da compagnia. Non ne traggono benefici reali come gli imprenditori, ma solo una gratificazione morale. Una testa di capriolo attaccata alla parete.

La rivalsa delle 15 famiglie

Qualcuno scherzosamente (o no?) l’ha battezzata “operazione sangue blu”. Quindici famiglie patrizie di Firenze guidate dal Prof. Roberto Budini Gattai, storico docente di Urbanistica all’Università di Firenze, soprannominato negli ambienti il “comunista”.

Si sono resi conto, Deo gratia, che la spirale di miseria di competenze e di idee che sta trascinando la città verso un maelström che nemmeno E.A. Poe poteva immaginare così drammatico, ha creato dei mostri che stanno deturpando in maniera definitiva la nostra vita. Il famoso cubo nero è solo l’ultimo degli esempi. La famosa goccia, anche se pare più una burrasca, che ha fatto traboccare il vaso.

E si meravigliano? Ma di cosa? Era ovvio che in una città in cui la scarsa competenza di amministrazioni che si sono succedute al ribasso, gestite in piena autonomia da chi ha finanziato le loro campagne elettorali, avrebbe portato a questo. Se tu sei sindaco (maschile, singolare, in italiano) lo devi a me, ai miei soldi. E mi dai le autorizzazioni che voglio senza fiatare. Così è stato.

E adesso i radical chic aristocratici si sono svegliati e si sono accorti (loro che pur sempre hanno buon gusto in fatti architettonici) delle nefandezze che vengono costruite dai loro amici. Ma il mostro lo avete alimentato voi. Però le conseguenze le paghiamo tutti.

E adesso? Con una città che prima era sporca e pericolosa, e adesso è pure brutta, cosa fare? Signori miei avete deliberatamente lasciato aperte le porte della stalla e buoi si sono sparpagliati. Queste porte non vanno richiuse adesso. Prima c’è da riportare dentro i buoi, chiudere le porte, e montare una vigilanza armata a presidio dei lupi che si sono radunati. Ne siete in grado? Dubito fortemente. Un altissimo esponente del PCI-PD ecc. famoso per i suoi baffetti e la sua barca una volta mi disse: a Firenze vinciamo comunque, non ho bisogno di metterci persone di spessore. 

Qui, il bambino (Firenze), non ha un semplice raffreddore. Ma ha una febbre alta, una polmonite. Ci vogliono delle belle punture. Ma nel frattempo le supposte (e g-rosse) le mettono a noi.

 

Leggi anche: IL SINDACO FUNARO RESPINGE LE ACCUSE DI SVENDITA DELLA CITTÀ

Tags: CUBO NEROFIRENZEPRIMO PIANO
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