• Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
oAdHoc News Quotidian
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
AdHoc News Quotidiano
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Politica

Il Pd sempre più partito e sempre meno democratico

di Simone Margheri
10 Febbraio 2026
In Politica
0
pd
11
VISITE
CondividiTwitta

Il Pd sempre più partito e sempre meno democratico

Nei giorni scorsi a Firenze si è tenuto un convegno promosso da Libertà Eguale, con una partecipazione ampia di esponenti politici dell’area riformista e della sinistra democratica, molti dei quali interni al Partito Democratico.

Al centro del dibattito c’era il referendum e le ragioni per cui, secondo alcuni, sarebbe opportuno votare Sì

In quell’occasione è emerso un confronto articolato, non riducibile a uno schema pro o contro il governo Meloni. Tra gli interventi, quello di Pina Picierno ha rappresentato con chiarezza l’idea che il voto referendario non debba essere interpretato come un regolamento di conti politico, ma come una scelta di merito.

Pochi giorni dopo, la Direzione nazionale del Pd ha però restituito un’immagine profondamente diversa. Nel corso della riunione sono emerse critiche rilevanti da parte dell’area riformista: dal mancato viaggio a Kiev alle ambiguità su temi di politica internazionale, fino alle preoccupazioni per episodi e linguaggi percepiti come indulgenti verso l’antisemitismo

Questioni politicamente centrali, che nella relazione della segretaria Elly Schlein non hanno però trovato una risposta nel merito, rinviate a futuri momenti di confronto.

Il cuore dell’intervento si è invece concentrato sul referendum. Pur richiamando formalmente il valore della pluralità, la segretaria ha ribadito che la linea del Partito Democratico è una sola: votare No. Una linea che, ha sottolineato, può essere condivisa o meno, ma che non deve apparire all’esterno come oggetto di divisione. Il partito, ha detto, non può permettersi di dare l’immagine di avere due o tre posizioni diverse.

È qui che emerge una contraddizione politica profonda

Un partito che nasce dalla fusione di storie diverse, che ha fatto delle correnti e della mediazione una parte costitutiva della propria identità, può davvero ridurre il pluralismo a una mera presa d’atto senza conseguenze? Rivendicare l’unità non dovrebbe significare chiedere uniformità. Altrimenti il pluralismo rischia di diventare una concessione formale, una “sopportazione acustica” che non incide sulle decisioni.

Il disagio dell’area riformista si è manifestato anche nel voto finale sulla relazione: non un no, ma un’astensione

Un segnale politico chiaro, che fotografa una distanza crescente. Non a caso, sulle colonne del Riformista, la vicepresidente del Parlamento europeo ha lanciato un appello esplicito alla segretaria, mettendo in guardia dal rischio di una radicalizzazione del Pd e ricordando come figure storiche del partito, da Prodi a Veltroni, fatichino oggi a riconoscersi in questa linea.

Il nodo non è l’esistenza di una maggioranza e di una minoranza, dinamica fisiologica in ogni partito democratico

Il nodo è il metodo. Il pluralismo non è l’opposto dell’unità, ma una delle condizioni per costruirla. Quando le differenze vengono ridotte a posizioni individuali da tollerare senza attraversarle, la frattura non si evita: si prepara. Il precedente del referendum costituzionale del 2016 dovrebbe insegnare qualcosa. Anche allora, una gestione rigida del dissenso produsse una rottura profonda, con conseguenze durature.

Colpisce inoltre che la scelta referendaria sembri derivare più da una lettura simbolica dello scontro politico che da un’analisi puntuale dei contenuti su cui i cittadini saranno chiamati a votare

L’idea che il referendum possa diventare uno strumento per indebolire il governo appare fragile, soprattutto dopo che la presidente del Consiglio ha escluso qualsiasi conseguenza diretta. Il sospetto che la linea sia anche condizionata dall’allineamento con il Movimento 5 Stelle non è infondato e alimenta ulteriori tensioni interne.

In questo contesto, la sensazione è che la storica area riformista del Pd, un tempo maggioritaria e capace di portare il partito a risultati elettorali significativi, venga progressivamente marginalizzata

Non si tratta solo di evitare la frammentazione o di rendere coerente una linea politica, ma di capire se esista ancora spazio per una cultura riformista dentro il partito o se il messaggio implicito sia quello di cercare altrove una casa politica.

Il rischio è che l’estremizzazione del linguaggio e delle posizioni produca un’opposizione più identitaria che efficace. Un’opposizione che semplifica lo scontro in termini manichei, riducendo il dibattito pubblico e trascurando temi decisivi per il Paese: la difesa e la guerra ibrida, i costi energetici, il nucleare, la fuga dei cervelli, la gestione di un’immigrazione regolare accompagnata da una reale lotta all’irregolarità.

Su questi terreni servirebbe un confronto serio e costruttivo, non una politica che si limita a gridare al fascismo come categoria onnicomprensiva

Alla fine, la questione non riguarda solo una linea referendaria o una direzione di partito. Riguarda il senso stesso di chiamarsi Partito Democratico. Se il pluralismo viene vissuto come un problema e non come una risorsa, il rischio è che quel nome diventi sempre più un ossimoro.

Leggi anche:

https://www.adhocnews.it/

www.facebook.com/adhocnewsitalia

SEGUICI SU GOOGLE

Tags: CENSURAEgemonia culturaleIN EVIDENZAPDPOLITICAMENTE CORRETTO
Articolo precedente

Da “Make America Great Again” a “Make Liberals Cry Again”: Trump, riprendi slancio o sei un’anatra zoppa!

Prossimo articolo

LA DOPPIA MORALE DELLA SINISTRA

Prossimo articolo
LA DOPPIA MORALE DELLA SINISTRA

LA DOPPIA MORALE DELLA SINISTRA

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Contatti e informazioni AdHoc News
  • Partners & Advertising
  • Privacy policy
  • Cookie policy

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.