Un boccone di traverso
Il Presidente Eugenio Giani (o chi per lui: ho il sospetto che abbia qualche smm un po’ troppo disinvolto) ha postato un elogio, un po’ contorto, della scissione di Livorno e della nascita del PCd’I.
Tutti gli storici avveduti, pur marcando l’importanza dell’avvenimento, sottolineano come la nascita del nuovo partito, su impulso della Internazionale comunista, in realtà significò indebolimento delle sinistre e del movimento operaio che si trovarono a fronteggiare divise e concorrenti tra loro l’offensiva delle bande fasciste prima e del regime dittatoriale poi
Va tenuto presente che il Partito socialista era già su posizioni terzinternazionaliste, tanto da subire anche una scissione “a destra”, quella del partito di Giacomo Matteotti.
La deriva settaria dei comunisti arrivò poi addirittura a inventarsi il socialfascismo pur di non mettere in discussione il primato sovietico e l’obbedienza dovuta da tutti i partiti in tutti i paesi.
Eugenio Giani, vecchio socialista, un tempo addirittura centrista con Lamberto Dini, oggi, pur di raccattare voti dei nostalgici e dei sostenitori della nuova missione imperiale della Russia, non si perita di prendere continue posizioni che confliggono con la sua storia e con quella della sinistra riformista, non massimalista, socialdemocratica
Dalla regionalizzazione delle aziende decotte al reddito di cittadinanza alla ribollita, dal riconoscimento della Palestina all’aumento delle tasse, gli ultimi anni in politica di questo illustre amministratore lo faranno ricordare molto al di sotto di quanto avrebbe un tempo meritato.
Stupisce che tacciano tutti quelli che hanno condiviso con lui una storia molto differente da queste ultime trovate
Ma si sa, non si sputa nel piatto dove si mangia, a costo di farsi andare di traverso il boccone.
