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OPERE PUBBLICHE 1922 – 1932, materiali per la storia: il rendiconto di dieci anni, con un saggio di Franco Cardini

La casa editrice la Vela propone la ristampa anastatica di un libro che descrive i lavori realizzati dal regime fascista nel suo primo decennio

di Domenico Del Nero
14 Gennaio 2026
In Cultura
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OPERE PUBBLICHE 1922 – 1932, materiali per la storia: il rendiconto di dieci anni, con un saggio di Franco Cardini

Copertina del libro ( con autorizzazione dell'editore

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In definitiva: il Fascismo ha fatto o no cose buone? Ecco forse la domanda stupida per eccellenza, che coloro i quali ancora trattano il Fascismo non come un fenomeno storico ma come il grande problema del momento (!) si gettano contro l’un contro l’altro armati: sì le ha fatte e come; no, ne ha fatte molto meno di quanto si dica e comunque tutto viene vanificato dai suoi crimini etc …

Cominciamo intanto con qualcuno che, al di là di ogni ragionevole dubbio, di cose buone ne ha fatte e ne fa tante: La casa Editrice La Vela, con il suo patron David Nieri.  Immagine davvero dantesca, che non per nulla richiama l’incipit del Purgatorio: per correr miglior acque alza le vele ormai la navicella del mio ingegno, che lascia dietro a sé mar sì crudele. Più che crudele, il mare dell’editoria contemporanea è decisamente piatto e stagnante: a una offerta quantitativa davvero …bulimica si accompagna una qualità spesso e volentieri inesistente; per non parlare poi dei devoti omaggi al mainstream, al woke etc…

Basta dare uno sguardo veloce al catalogo di questa piccola ma vitale casa editrice per vedere un panorama del tutto diverso: tematiche attuali come la guerra in Ucraina o i conflitti mediorientali visti da una prospettiva diversa, che si preoccupa non tanto di fare “tifoseria” quanto di fornire analisi attendibili e fondate. Una attenzione che si riflette anche nella cura del prodotto editoriale: Nieri è tra le altre cose un vero e proprio artista in materia di copertine e cura editoriale.

E una delle ultime e coraggiose iniziative editoriali della Vela è per l’appunto la riproposta di un prezioso documento del “deprecato ventennio:” il volume Opere Pubbliche 1922 1932, ristampa anastatica di una pubblicazione del ministero dei lavori pubblici che faceva il punto sui risultati di dieci anni di governo fascista, in occasione del decennale della marcia su Roma, sul piano per l’appunto della costruzione di strade, ferrovie, infrastrutture etc: in poche parole, sulla modernizzazione del paese. Il volume, ponderoso e pregevole come sempre anche dal punto di vista editoriale,  oltre che da un ottimo apparato iconografico è arricchito da un prezioso saggio di Franco Cardini dal titolo Tra verità e propaganda: le opere pubbliche durante il Fascismo. Esso non si limita a fare da introduzione, ma vuole anche tentare di fare il punto sulla vexata quaestio del fascismo e del dibattito infinito che vi si accompagna. Cardini ovviamente ragiona da storico (e che storico, verrebbe da aggiungere) : “In questo contesto, si è andata affermando una crescente demonizzazione del fascismo che, da fenomeno storico di peraltro complessa e difficile definizione, si è gradualmente trasformato (almeno secondo il giudizio di alcuni) in un Male assoluto, o in qualcosa che di esso può esser considerato comunque anticamera”.

Il saggio di Cardini è dunque un “valore aggiunto” che peraltro non si limita a tentare una rapido punto sulla storiografia del Fascismo e su come l’argomento debba essere affrontato, ma entra anche decisamente nell’argomento parlando per l’appunto della politica dei lavori pubblici del regime ma anche del suo gusto estetico, dei dibattiti e delle discussioni che comunque vi furono e coinvolsero in pieno il mondo culturale dell’epoca: “ Architettura, urbanistica ed estetica dello spazio disponevano altresì di argomenti a proposito dei quali avevano modo di esprimersi – non solo nei dibattiti tra specialisti – ragioini polemicamente contrapposte, con argomenti e sovente con una libertà d’espressione che talora meravigliano persino ai giorni nostri chiunque si prenda la briga di consultare le fonti dell’epoca”, chiosa Cardini, che ricorda come esempio proprio il progetto della stazione ferroviaria di Firenze,  che provocò una vera e propria “rissa tra fazioni contrapposte in un dibattito alla Camera nel 1934 e fu risolto da Mussolini in persona, che scelse il contestatissimo progetto di Michelucci.

Preziosa dunque questa introduzione, anche per il libro di per sé che appartiene al genere peraltro utilissimo dei “materiali per la storia”. Non è dunque affatto un testo apologetico o celebrativo: sono i numeri e le cifre a parlare, e raccontano una storia comunque la si voglia poi valutare impressionante, di realizzazioni concrete, di opere realizzare in tempi ragionevoli e non biblici, senza l’intralcio tentacolare della burocrazia. Basta scorrere l’indice per comprendere che ci troviamo difronte a un rendiconto, scrupoloso e accurato: le costruzioni stradali, le nuove costruzioni ferroviarie, le opere marittime, l’urbanistica e l’edilizia, la bonifica integrale etc. Ma come avverte l’allora ministro dei lavori pubblici Araldo di Crollalanza nell’introduzione al volume: “I lettori e gli studiosi riescono ad avere, così, una visione quanto ormai organica dell’opera di ricostruzione nazionale, con una scorta di dati tecnici e finanziari, che rappresentano la più completa documentazione dell’attività ciclopica svolta dal regime … “.  Un’opera ovviamente corale, scritta a più mani da vari funzionari e tecnici coordinati da un Servizio Tecnico Centrale, dove sono soprattutto – ma non solo – le cifre e i dati a parlare: alcuni ce li anticipa lo stesso Di Crollalanza: “Dagli accertamenti eseguiti risulta che solo per le tre principali amministrazioni, che hanno gestioni di opere, nel decennio, furono assunti impegni per la imponente cifra di 36 miliardi ed oltre 990 milioni”. E almeno a quanto risulta dal volume, spesi molto bene.

E quindi, questo libro farà diventare fascista chiunque lo legga?  Sarà difficile, anche perché non è esattamente questo il suo scopo. Lo scopo è quello di offrire un documento preziosissimo, che aiuti chi  desideri ragionare con la sua testa senza necessariamente “etichette” ed abbia voglia di andare oltre le “ veline” contemporanee, per constatare che forse qualcosa di buono quel regime lo aveva fatto davvero. Poi, ovviamente, c’è anche il resto; ma anche per questo non mancano strumenti ad hoc, se davvero si vuole, come diceva Tacito, accostarsi alla Storia sine ira ac studio.

 

Opere pubbliche 1922 – 1932, introduzione di Franco Cardini, Lucca, la Vela. 2025,  pp. 205, euro 50.

Tags: ARALDO DI CROLLALANZADAVID NIERIFASCISMOFRANCO CARDINIIN EVIDENZALA VELA EDITOREOpere pubbliche 1922 - 1932
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