Parterre, il flop annunciato: il Comune frena, Chelli aveva avvertito
Quella che l’amministrazione comunale aveva presentato come un’operazione di rigenerazione urbana ambiziosa e moderna si sta rivelando, nei fatti, un fallimento annunciato.
La riqualificazione del Parterre di piazza della Libertà è oggi ferma al palo, con Palazzo Vecchio costretto ad avviare il procedimento di revoca della concessione assegnata appena un anno fa
Un epilogo che mette in seria difficoltà l’amministrazione della sindaca Sara Funaro e che dà ragione, punto su punto, alle critiche sollevate fin dall’inizio dall’opposizione.
Il progetto, affidato alla Libertà Entertainment srl, non ha mai superato il primo vero ostacolo: la conformità urbanistica ed edilizia.
La famosa cupola in vetro, simbolo dell’intervento, è stata bocciata dalla Commissione Edilizia perché giudicata troppo impattante
Da allora, il Comune ha concesso proroghe, atteso modifiche, incassato versioni informali del progetto, senza però arrivare a un atto concreto che consentisse l’apertura del cantiere.
Eppure, proprio su questo punto, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Matteo Chelli aveva lanciato un allarme chiaro: com’è possibile assegnare un bando pubblico a un progetto che non aveva alcuna certezza di essere realizzabile?
Una domanda rimasta senza risposta per mesi e che oggi trova conferma nella decisione dello stesso Comune di bloccare tutto per “impedimenti legali”.
L’amministrazione Funaro si trova ora nella paradossale situazione di dover revocare un’aggiudicazione fatta da Palazzo Vecchio, ammettendo implicitamente che i controlli preliminari non sono stati sufficienti.
Esattamente ciò che Chelli aveva denunciato, parlando di una gestione approssimativa e di un bando costruito senza le dovute verifiche urbanistiche
Nel frattempo, il Parterre resta immobile. Nessun lavoro avviato, nessun miglioramento per uno spazio strategico della città, solo una lunga sequenza di rinvii e atti amministrativi. Il Comune concede ancora 20 giorni alla società per presentare un nuovo progetto o chiedere un’ulteriore proroga, ma la sensazione è che si stia semplicemente prendendo tempo per mascherare un errore politico.
Le critiche di Chelli, inizialmente liquidate come polemica di parte, appaiono oggi come una lettura lucida e preventiva di ciò che sarebbe accaduto: un progetto vinto sulla carta, ma impraticabile nella realtà, e un’amministrazione incapace di governarne le conseguenze
La vicenda del Parterre diventa così il simbolo di una stagione amministrativa che promette innovazione ma inciampa sulla gestione concreta dei processi. E mentre Palazzo Vecchio tenta di correre ai ripari, resta una certezza: il blocco di oggi era scritto fin dall’inizio, e qualcuno, dai banchi dell’opposizione cittadina di centrodestra, lo aveva detto con largo anticipo.

