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Home Firenze

GLI AUGURI DELLA FUNARO AI FIORENTINI

di Simone Margheri
21 Dicembre 2025
In Firenze
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GLI AUGURI DELLA FUNARO AI FIORENTINI
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GLI AUGURI DELLA FUNARO AI FIORENTINI

Auguri, sindaca. Ma Firenze non vive di buoni propositi

Gli auguri natalizi nel Salone dei Cinquecento hanno il tono ovattato delle liturgie istituzionali: sorrisi, bilanci, promesse.

Peccato che fuori da quelle mura Firenze viva tutt’altra realtà. Una città stanca, cara, insicura, soffocata dai cantieri e sempre più ostile per chi la abita davvero. Altro che trasformazione epocale: qui siamo alla prova di resistenza collettiva.
Si parla di cantieri come se fossero una prova di fede

“Ancora un po’ di pazienza”, chiede la sindaca. Ma quanta, esattamente? Lo stadio è diventato un monumento all’incompiuto, un cantiere infinito che brucia soldi e tempo senza una data credibile di fine lavori. Il “cubo” al Comunale è l’emblema di una progettazione confusa e approvata contro ogni logica conservativa. La tramvia?

Utile, certo, ma gestita come un assedio permanente: strade sventrate, traffico paralizzato, quartieri isolati

Firenze non è in trasformazione, è in apnea.

Sul fronte sicurezza, poi, gli auguri suonano quasi provocatori. Firenze maglia nera, o quasi, per percezione e dati sulla sicurezza urbana. Furti, aggressioni, spaccio diffuso.

Una movida lasciata a se stessa, diventata pericolosa e ingestibile, dove il diritto al divertimento si è trasformato in diritto al caos. I residenti fuggono, chi resta chiude le finestre e spera di arrivare a mattina senza problemi

E mentre si organizzano concerti e luci per Capodanno, il resto dell’anno resta al buio.

Capitolo casa: qui il tono dovrebbe farsi meno celebrativo e più autocritico. Firenze è diventata una città proibitiva.

Affitti alle stelle, bollette insostenibili, servizi sempre più costosi. I contributi affitto sono una toppa su una diga che perde acqua da tutte le parti. Il turismo selvaggio ha divorato il mercato abitativo e ora si scopre — grazie alla stampa, non certo al Comune — che si affittano ai turisti immobili senza abitabilità.

Aumento dei controlli?

Bene. Ma arrivano tardi, quando il danno è già strutturale.

Cultura, turismo, grandi eventi: parole nobili, certo. Ma mentre si difendono istituzioni prestigiose come la Pergola o il Maggio, la città reale si svuota.

Firenze rischia di diventare una cartolina di lusso: bellissima da visitare, impossibile da vivere

Una città museo con i residenti in via di estinzione.

Gli auguri sono legittimi. Ma non bastano.

Firenze non ha bisogno di altri buoni propositi: ha bisogno di scelte coraggiose, di tempi certi, di ascolto vero.

Perché sotto l’albero, quest’anno, molti fiorentini non hanno trovato speranza. Solo traffico, caro vita e la sensazione amara di non essere più a casa propria.

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