Firenze, il gioiello, la bellissima città che tutto il mondo conosce e vuole visitare, rischia seriamente di essere estromessa dalla lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Per la seconda volta.
Nel 2015 la città era stata avvertita: siete sporchi, degradati e pericolosi. Il centro storico aveva perso la propria identità di botteghe e negozi fiorentini a favore di minimarket e kebab. Firenze più vicina a Dacca e Tunisi che al capoluogo della Toscana. L’allora sindaco Nardella (PD) appena succeduto a Renzi (PD) aveva dichiarato di avere un piano di risanamento di emergenza.
Oggi, 2025, il famoso piano di emergenza non lo abbiamo proprio visto. Sotto l’accorta guida Funaro (PD, tanto per cambiare) la situazione sporcizia, degrado e criminalità ha subito un drastico cambiamento. In peggio. Barboni che dormono buttati nelle più belle piazze. Extra comunitari che si masturbano allegramente per la via. Accoltellamenti all’ordine del giorno. Vetrine e macchine spaccate con disarmante quotidianità.
Pessina ed il capanno da tordi
C’era una volta il teatro comunale di Firenze. Adesso, non ci crederete mai, albergo di lusso. Uno dei tanti sorti da poco in quella che fu la terra di Dante. Il problema, oltre alla discutibile architettura della struttura, è un catarro nero che svetta in cima al tetto. Una via di mezzo tra un capanno per i tordi e un manufatto alieno proveniente direttamente da Odissea nello Spazio.
Accanto alla Cupola del Brunelleschi, questo aborto nero in cui risiederanno stranieri a un millino agile a notte. Nella città in cui non si può mettere una tegola che la soprintendenza non approvi (per i comuni mortali) è stato dato il via libera a tanto abominio.
Siamo arrivati al paradosso che il dott. Pessina, soprintendente a Firenze fino al 2022, a precisa domanda ha sparato un imbarazzante: non mi ricordo. Già, perché stiamo parlando di un lucernario alle Bagnese!
Considerando le parti in causa, era complicato ricordarsi di una cosa del genere.
Il Times di Londra e l’UNESCO
Il putiferio mediatico scatenato da questa vergogna, è rimbalzato un po’ ovunque. E il famoso Times, quotidiano di Londra, l’ha toccata piano: Firenze rischia (nuovamente) di essere espulsa dalla lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO.
Forse sarebbe davvero l’unica soluzione per porre una fine alla spirale di degrado, menefreghismo, e incompetenza che opprime Firenze come una cappa di piombo. Dove gli interessi economici (vari ed eventuali) sono ormai l’unica strategia amministrativa rispetto al senso civico che dovrebbe animare di gestisce una delle città più belle del mondo.
Ed ora Eugenio Giani, a braccetto con i suoi nuovi amici 5 Stelle si ricandida a governatore della regione. E probabilmente vincerà. Perché, al solito, gli interessi economici non hanno colore. I fedeli PD non hanno pudore. E chi vorrebbe cambiare, non riesce perché ormai non ci crede più.
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