Allarme Toscana: il reddito di cittadinanza di Giani rischia di paralizzare la Regione. Fondi europei dirottati dal futuro al consenso?
In Toscana si profila un possibile stallo destinato a sollevare non poche tensioni.
L’attuale presidente della Regione, Eugenio Giani, ha annunciato con enfasi l’intenzione di introdurre un reddito di cittadinanza regionale
La proposta, per quanto motivata da esigenze sociali, si sta rivelando un’operazione fortemente controversa, soprattutto per la modalità con cui dovrebbe essere finanziata: attingendo ai fondi europei destinati alla Toscana.
Giani ha parlato di un intervento che “non costerà nulla ai cittadini”, sostenendo che i fondi verranno recuperati dalle risorse europee. Ma qui sorge il vero nodo politico. Secondo fonti ufficiali, tra cui Daniela Simonetti, responsabile provinciale delle politiche europee di Fratelli d’Italia, la cifra complessiva assegnata alla Regione Toscana per il ciclo 2021–2027 ammonta a circa 3,1 miliardi di euro. Esattamente la somma necessaria per finanziare un reddito di cittadinanza di questo tipo per cinque anni consecutivi.
I fondi europei assegnati alla Toscana derivano da tre grandi pilastri strategici:
Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC): destinato a sviluppo infrastrutturale, innovazione e coesione territoriale.
Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+): finalizzato a occupazione, istruzione, inclusione sociale e formazione professionale.
Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR): pensato per ricerca scientifica, digitalizzazione, rigenerazione urbana e competitività delle imprese.
In altre parole, questi fondi sono stati disegnati dall’Unione Europea per costruire il futuro: sostenere la transizione industriale, promuovere il lavoro, formare nuove competenze, digitalizzare servizi, modernizzare le città, innovare l’impresa e rafforzare l’integrazione sociale
Simonetti definisce la mossa di Giani un evidentemente tentativo di consolidare consenso elettorale, e denuncia l’inevitabile rischio di avere un impatto duraturo e dannoso sulla crescita economica della regione.
Dirottare i fondi europei verso il reddito di cittadinanza priverebbe la Toscana di risorse per le imprese, per le infrastrutture, per l’innovazione e per il lavoro, innescando così un pericoloso ciclo di immobilismo.
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