Conte sotto assedio
La dura presa di posizione di Beppe Grillo contro il Movimento 5 Stelle, segnata da pesanti accuse di aver smarrito la propria identità originaria e di essersi appiattito sulle logiche dei palazzi di potere, va ben oltre una semplice resa dei conti interna o una mossa strategica in vista della contesa legale per il simbolo.
La frizione tra il fondatore e Giuseppe Conte apre infatti una voragine che rischia di compromettere seriamente la tenuta del cosiddetto campo largo
I grattacapi per l’alleanza di centrosinistra affondano le radici nella metamorfosi del partito contiano. Nato come forza dirompente e trasversale, capace di attrarre il malcontento civico sia da destra che da sinistra grazie alla visione originaria del suo fondatore, il Movimento si è progressivamente irrigidito.
Sotto la guida di Giuseppe Conte, la forza politica ha abbandonato quella originaria trasversalità per ritagliarsi il ruolo di perno baricentrico, tesa a mostrarsi come garante di governabilità
È qui che si annida il principale paradosso dell’ex premier: forte del suo background accademico e della sua esperienza a Palazzo Chigi, Conte cerca di accreditarsi come l’asse moderato e affidabile della coalizione, ma nei fatti, pur di blindare le proprie posizioni di potere, finisce per allinearsi con le componenti più massimaliste, replicando quel calcolo cinico già visto ai tempi del governo gialloverde.
Le stoccate del fondatore — che imputa ai suoi ex seguaci di essersi fatti sedurre dalle dinamiche di palazzo — fanno implodere contraddizioni ormai insostenibili. Se è vero che all’interno del Parlamento si fa quadrato attorno a Conte per un mero calcolo di sopravvivenza in vista delle scadenze elettorali, sottovalutare l’impatto di Grillo sarebbe un grave errore.
Il comico genovese ha già confermato in passato di poter alterare gli scenari politici, come dimostrato dall’effetto del suo “non voto” nella recente disfatta del centrosinistra alle regionali in Liguria
A differenza di altre voci radicali come Alessandro Di Battista, Grillo conserva una carica simbolica in grado di incrinare le certezze dei militanti. Il disegno contiano di guidare l’intera coalizione di centrosinistra rischia così di infrangersi contro il logoramento identitario e la perdita di credibilità denunciata apertamente anche da ex esponenti di spicco come Danilo Toninelli.
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