“Estinzione Programmata”: Pietrosante a Palazzo Medici Riccardi, la demografia senza eufemismi

“Estinzione Programmata”: Pietrosante a Palazzo Medici Riccardi, la demografia senza eufemismi

Lunedì 6 luglio, a Palazzo Medici Riccardi, si è tenuta la presentazione fiorentina di Estinzione Programmata. La tragedia demografica e il futuro mancato dell’Italia, ultimo lavoro di Gianluca Pietrosante, storico e consigliere comunale a Bassano del Grappa.

A dialogare con l’autore: Fabio Dragoni, editorialista di Libero, il professor Massimo Viglione, storico e saggista, e Alessandro Scipioni, consigliere della Città Metropolitana.

Il libro di 155 pagine, edito da Maniero del Mirto, è dedicato ai figli dell’autore, scelta che anticipa il nodo del volume: quale futuro per le nuove generazioni in un Paese che non fa più figli. Nella sua Introduzione, Guido Vignelli parla apertamente di “suicidio programmato”, sostenendo però che il processo resti reversibile con politiche mirate alla tutela di vita e famiglia.

Pietrosante, alla sua terza pubblicazione dopo Obstinate Contra (2021) e I Due Stendardi (2023), non usa mezzi termini: la crisi demografica è per lui l’esito di una crisi spirituale e antropologica, aggravata da immigrazionismo, relativismo individualista e perdita dell’autorità paterna

Senza entrare nel merito delle tesi del volume, la serata ha offerto spunti che meritano di essere ripresi, al di là delle etichette ideologiche.

Il confronto più istruttivo è stato quello con il modello giapponese: Tokyo, di fronte a una delle crisi demografiche più gravi al mondo, ha scelto automazione e robotica al posto dell’immigrazione di massa, privilegiando la tenuta della propria identità culturale.

È stato poi richiamato il caso cinese, dove la politica del figlio unico ha prodotto uno squilibrio generazionale che ancora oggi pesa su crescita e sostenibilità del welfare, una controprova di come anche l’ingegneria demografica dall’alto abbia il suo conto da pagare

Le tensioni sociali di Belfast sono state citate come cartina di tornasole delle difficoltà europee nella gestione dei flussi migratori: non tanto un giudizio sull’accoglienza in sé, quanto un interrogativo sulla capacità delle istituzioni di tenere insieme sicurezza, coesione sociale e integrazione reale.

Su questo punto sono stati richiamati studi danesi che ridimensionano il dogma per cui l’immigrazione produrrebbe automaticamente un beneficio economico netto per i sistemi di welfare: l’effetto, sostengono quegli studi, dipende da occupazione, integrazione e contribuzione fiscale effettiva non da un afflato

Per Pietrosante la famiglia resta la cellula fondamentale dello Stato, e da qui discende la sua riflessione sulla difficoltà di far coesistere sistemi giuridici e culturali distanti su temi come diritto di famiglia, ruolo della donna o poligamia.

Condividerne o meno l’impianto, e il libro non fa sconti su questo fronte, resterà compito del lettore. Ma il tema di fondo, la denatalità italiana ed europea, non è più rinviabile: pensioni, sanità, mercato del lavoro e tenuta del welfare ne dipendono, e meritano un confronto fondato sui dati, non sugli slogan. Estinzione Programmata si inserisce in questo spazio, con una lettura esplicitamente controcorrente.

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