MUSICA PER LA PACE – CANZONI DA ISRAELE
Opera di Stefania Piovesan
In un’epoca complessa e travagliata come quella che stiamo vivendo, appare sempre più necessario tornare a parlare di pace; e vale certamente la pena farlo attraverso ogni mezzo possibile, in particolar modo mediante il linguaggio universale dell’arte.
In questo contesto si colloca l’uscita dell’ultimo album di Stefania Piovesan, cantautrice evocativa e già nota al grande pubblico per le sue collaborazioni nell’ambito pop-dance con i torinesi Eiffel 65 e con la celebre star DJ Gabry Ponte
Il percorso di un artista è per sua natura in continua evoluzione, e ciò si riflette chiaramente anche nella traiettoria di Stefania Piovesan. La sua versatilità, spiccatamente eclettica, l’ha condotta a esplorare molteplici ambiti musicali, dal soul al jazz, come dimostra una sua recente esperienza con la Torino Pop Orchestra, una big band di ispirazione americana.
Tuttavia, nella sua produzione artistica si rintraccia un filo conduttore costante: sin dall’adolescenza, infatti, l’artista ha intrapreso un approfondito studio della musica tradizionale ebraica
Affrontare il tema dell’ebraismo oggi può risultare scomodo: il conflitto israelo-palestinese, ancora drammaticamente attuale, è spesso oggetto di una conoscenza superficiale, mentre la crescente polarizzazione rischia di offuscare le cause profonde che ne hanno determinato l’acuirsi.
Ma la guerra deve forse mettere a tacere le voci che invocano la pace? Israeliani, palestinesi e gli altri attori coinvolti nello scenario mediorientale non sono forse legittimati a promuovere valori quali la fratellanza e la convivenza?
Sono questi interrogativi ad aver spinto Stefania Piovesan alla realizzazione di un album che raccoglie alcuni dei più significativi brani della tradizione musicale ebraica: CANZONI DA ISRAELE. Si tratta di melodie antichissime, accompagnate da testi in lingua ebraica: una lingua millenaria, sopravvissuta per oltre tremila anni in una forma pressoché invariata. È la lingua della Bibbia, i cui suoni costituiscono l’ossatura profonda e suggestiva di queste composizioni.
Gli arrangiamenti sono stati volutamente concepiti in coerenza con il senso della tradizione e dell’antichità, in controtendenza rispetto ai numerosi tentativi, sviluppatisi negli ultimi decenni, di reinterpretare questo repertorio in chiave pop, jazz, soul o funky
Qui, invece, si è scelto di preservare l’eco arcaica delle sonorità ebraiche, restituendo all’ascoltatore un’esperienza autentica e immersiva.
La scelta dei brani si rivela particolarmente felice: si apre con un suggestivo medley di “Shabbat Shalom”, augurio di pace, amore e serenità; segue “Hatikvah”, l’inno nazionale israeliano, tanto discusso quanto frequentemente contestato in contesti pubblici e sportivi. Spicca poi la celebre “Yerushalayim Shel Zahav”, capace di trasportarci idealmente nei vicoli della Città Vecchia, in un’atmosfera sospesa tra luce e memoria.
Non mancano brani noti al grande pubblico, come “Gam Gam”, il cui testo deriva dal Salmo 23, e “Hava Nagila”, forse una delle melodie più celebri della tradizione ebraica, reinterpretata in innumerevoli versioni e generi
Gli arrangiamenti, curati da Paolo Amodeo, il mix affidato ad Aldo Bergamasco e, soprattutto, la voce limpida e al contempo intensa di Stefania Piovesan rendono questo lavoro degno di particolare attenzione.
L’auspicio è che questi echi di pace possano davvero contribuire, almeno simbolicamente, a una futura e auspicabile risoluzione dei conflitti
Per ascoltare l’album ecco i link
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